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Château La Coste.

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Il 2026 dell’ameno Château La Coste

La stagione Primavera-Estate 2026  di Château La Coste si apre con un vasto programma di mostre d’arte contemporanea. La tenuta offre installazioni all’aperto e esposizioni in gallerie interne, dove pittura, scultura e fotografia dialogano con l’architettura e il paesaggio provenzale

Redazione GdA

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La primavera/estate 2026 di Château La Coste alza il sipario il 15 febbraio (fino al 12 aprile) con tre pittori parigini, Arnaud Adami, Romain Bagouet e Dhewadi Hadjab, che presentano «Ma part d’eux» nella Galleria Bastide, unendo amicizia e sensibilità comuni in un dialogo di realismo contemporaneo. Le loro opere esplorano l’identità e gli spazi urbani moderni, diverse per soggetto e tonalità ma complementari tra loro, mostrando come riferimenti condivisi possano generare visioni coerenti e allo stesso tempo distinte della vita contemporanea.

Nello stesso periodo, Frank Horvat espone «Laisser la vie se produire» nella Galleria Old Winestore, presentando 46 fotografie originali dagli anni ’50 agli anni ’80. Le immagini rivelano scene notturne di Parigi, la moda rivoluzionaria e scatti iconici in bianco e nero di New York, alternando serie a colori vivaci. Con prospettive dall’alto e l’uso del teleobiettivo, Horvat osserva la realtà con una libertà rara, creando immagini moderne, audaci e profondamente umane.

Yoshitomo Nara torna invece allo Château dal 1 marzo 2026 a gennaio 2027 con «Recent Sculptures», sei sculture in bronzo di grandi dimensioni, da uno a due metri, installate sul prato che conduce al centro d’arte. I lavori sono ingrandimenti delle piccole teste in argilla modellate a mano dall’artista. Rivestite in poliuretano bianco opaco, le sculture evocano leggerezza e serenità, ricordando antichi menhir con la loro presenza senza tempo.

Il kosovaro Valdrin Thaqi porta a Château La Coste «Cautionary Tales» nella Galleria Richard Rogers dal 7 marzo al 19 aprile, una serie di dipinti figurativi dove gesti semplici si caricano di intensità silenziosa. I soggetti abitano spazi privi di contesto, talvolta segnati da tracce domestiche o naturali. Luce, colore e pennellata trasformano ogni elemento compositivo in veicolo di emozione e tensione, immergendo lo spettatore in momenti sospesi e poetici.  Colin Davidson presenta «Stranger» nel Padiglione Renzo Piano dal 7 marzo al 22 giugno, sei sculture figurative leggermente più grandi della realtà, frutto di cinque anni di ricerca. Illuminate dalla luce naturale che muta durante la giornata, le opere trasformano la percezione tra figura, spazio e spettatore, offrendo un’esperienza contemplativa e aperta a interpretazioni personali.

Marc Newson espone nell’Auditorium Oscar Niemeyer dal 14 marzo al 21 giugno quattordici opere che dialogano con l’architettura di Niemeyer e il paesaggio della tenuta, tra cui il leggendario Lockheed Lounge e la scultura monumentale da sei metri «Electra», esposta per la prima volta. Newson lavora materiali classici con tecniche contemporanee, creando design che risuonano con passato e presente. Julian Schnabel è protagonista di una doppia esposizione: alla Galleria Old Winestore dal 25 aprile al 15 agosto e alla Galleria Bastide dal 25 aprile al 23 giugno. La mostra ripercorre cinquant’anni della sua pittura con una selezione di opere iconiche scelta con Donatien Grau, dai lavori su cera e lastre ai pezzi più recenti, integrata da una serie dedicata ai pini mediterranei che richiama il paesaggio della Provenza. Le due esposizioni offrono una panoramica completa della carriera dell’artista, sempre innovativa e sorprendente.

Claudia Keep torna a Château La Coste nella Galleria Richard Rogers dal 26 aprile al 22 giugno con nuove opere che catturano momenti domestici, paesaggi urbani e dettagli naturali. Le sue composizioni delicate e lucide mettono in luce piccoli elementi che definiscono un attimo, bilanciando emozione e ritmo della vita quotidiana. Hassan Hajjaj espone nella Galleria Bastide dal 6 luglio a settembre 2026 una serie vivace ispirata alle estetiche Pop e alla ripetizione seriale. L’artista fonde figure iconiche con immagini di consumo, influenze di Andy Warhol, moda contemporanea e tradizioni nordafricane, esplorando individualità e l’impatto della circolazione di immagini attraverso culture ed epoche.

Infine, Château La Coste ospita tre mostre collegate tra loro: Rashid Johnson presenta opere nell’Auditorium Oscar Niemeyer dal 5 luglio 2026 al 31 gennaio 2027, Sheree Hovsepian espone nel Padiglione Renzo Piano dal 5 luglio al 6 settembre, mentre la collettiva «Rashid Johnson, Sheree Hovsepian e amici» anima la Galleria Richard Rogers nello stesso periodo. Le tre esposizioni dialogano con architettura e paesaggio della tenuta: Johnson propone dipinti, un film e nuove sculture in bronzo, Hovsepian presenta tre sculture di grandi dimensioni, e la collettiva con 16 artisti amici celebra comunità, amicizia e collaborazione, mantenendo l’individualità degli artisti ma creando connessioni significative tra arte, luogo e valori condivisi.

Redazione GdA, 09 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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