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Hall 4.U del Congress Center

Courtesy of VOLTA

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Hall 4.U del Congress Center

Courtesy of VOLTA

A Basilea, la fiera che intercetta le nuove geografie dell’arte

Durante la Basel Art Week torna VOLTA con un focus su sperimentazione curatoriale, arte aborigena contemporanea e nuovi modelli di collezionismo

Michelangelo Tonelli

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Dal 17 al 21 giugno, VOLTA torna a Basilea per la sua 21ma edizione negli spazi della Hall 4.U del Congress Center, proprio di fronte alla sede principale di Art Basel, collocazione strategica durante la Basel Art Week che negli anni ha contribuito a rafforzare l’identità della fiera devota alla scoperta, alla ricerca curatoriale e alle pratiche emergenti. Sono 78 le gallerie espositrici quest'anno e provengono da 26 paesi. L’edizione 2026 ribadisce la volontà della direzione di costruire un dialogo internazionale capace di attraversare geografie, mercati e linguaggi artistici differenti. VOLTA continua infatti a lavorare sulla qualità delle relazioni tra artisti, gallerie e pubblico, mantenendo una dimensione che privilegia la possibilità di scoperta e confronto.

Tra le gallerie presenti figurano realtà consolidate e indipendenti come Ethan Cohen Gallery, Galerie Charlot, HOFA Gallery, Rebecca Hossack Art Gallery, MARK HACHEM, Foreign Territory, Gama Gallery, Wolf & Nomad, Narrative Gallery, SKOUFA GALLERY, 99 Loop Gallery e The Contemporary Art Modern Project. Accanto a queste, la sezione FRISCHE! offrirà spazio a progetti curatorali sperimentali e a una nuova generazione di gallerie, tra cui Creative Growth, Galerie Sechs, LIGHTWORKS, APANAGE e Chong Gallery.

Particolarmente significativa appare quest’anno la volontà di ampliare il discorso oltre il tradizionale asse euroamericano del mercato dell’arte. In questa direzione si inserisce il padiglione Everywhen: Contemporary Aboriginal Art, dedicato all’arte aborigena contemporanea, che porterà a Basilea artisti e gallerie impegnati nella ridefinizione delle narrazioni indigene all’interno del sistema internazionale dell’arte.

Courtesy of VOLTA

Non a caso, uno dei momenti più interessanti del programma pubblico sarà il talk Everywhen in Practice: Representing Contemporary Aboriginal Art Across Time, Place and Platform, in programma giovedì 18 giugno alle ore 12. L’incontro riunirà Adam Knight, fondatore di Adam Knight Fine Art, l’artista Naomi Hobson della Rebecca Hossack Gallery, Jasmine Coe di Coe Gallery e la ricercatrice Onome Ekeh della FHNW Institute of Gender, Art and Nature, con la moderazione della curatrice della Serpentine Tamsin Hong. Il panel promette di affrontare una questione oggi centrale: come rappresentare l’arte aborigena contemporanea evitando approcci folkloristici o semplicemente esotizzanti, costruendo invece piattaforme realmente interculturali.

Più apertamente legato agli scenari economici internazionali sarà invece il talk Shifting Grounds: Geopolitics and the Evolving Global Market, previsto lo stesso giorno alle 14. Il confronto, che coinvolgerà Lee Cavaliere, direttore artistico di VOLTA, Emilia de Stasio di Artscapy, Anders Petterson di ArtTactic e Adriano Picinati di Torcello di Deloitte, proverà a interrogare il futuro del mercato globale dell’arte contemporanea. A moderare l’incontro sarà la cultural strategist Tallulah Bär.

Questi appuntamenti fanno parte del programma EMERGE + ENGAGE, il public programme di VOLTA che negli anni si è trasformato in uno degli elementi distintivi della fiera, uno spazio di discussione in tempo reale sulle modalità contemporanee del collezionare, produrre e vivere l’arte. 

In questa prospettiva si inserisce anche The 5,000 Edit, progetto che raccoglie opere dal valore inferiore ai 5mila franchi svizzeri selezionate da oltre 30 gallerie partecipanti. L’iniziativa intercetta una tendenza ormai evidente nel mercato contemporaneo: la crescita di un collezionismo giovane e consapevole, interessato a entrare nel sistema dell’arte attraverso acquisizioni più accessibili. L’edizione 2026 vedrà inoltre la partecipazione del designer belga Xavier Lust come Design Partner della fiera. Le sue celebri strutture scultoree e opere di design saranno integrate negli spazi espositivi e nella VIP lounge, introducendo un dialogo tra arte contemporanea, architettura e design da collezione che riflette sempre più chiaramente le contaminazioni del mercato internazionale.

VOLTA sembra così confermare una traiettoria precisa che non prevede la competizione con la mega-fiera cittadina ma la necessità di consolidare un’identità autonoma fatta di ricerca, attenzione ai talenti emergenti e riflessione critica sui cambiamenti culturali ed economici che stanno ridefinendo il sistema dell’arte.

Michelangelo Tonelli, 28 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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