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Gli ambienti affrescati nella casa del Tiaso, Pompei

Foto: Parco Archeologico di Pompei

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Gli ambienti affrescati nella casa del Tiaso, Pompei

Foto: Parco Archeologico di Pompei

A Pompei, nella «Casa del Tiaso» tra riti notturni di iniziazione ai misteri

È stata svelata l’eccezionale megalografia con scene dionisiache emersa nella grande domus dell’insula 10 della Regio IX

Graziella Melania Geraci

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Un ciclo di affreschi paragonabili a quelli della Villa dei Misteri è l’ultima scoperta nel Parco Archeologico di Pompei. Il fregio riportato alla luce corre lungo tre lati di un ambiente colonnato della grande domus dell’insula 10 della Regio IX, la stessa che aveva già incantato per le decorazioni di un Salone nero con scene tratte dalla saga di Troia, di un sacrario a fondo azzurro con le quattro stagioni e allegorie, per un grande quartiere termale, domus che da oggi viene denominata «Casa del Tiaso» proprio per il soggetto dionisiaco di quest’ultima rivelazione.

La megalografia in questione è attribuibile al II Stile della pittura pompeiana, probabilmente eseguita intorno agli anni 40-30 a.C., quasi 100 anni prima dell’eruzione che seppellì Pompei, e mostra un corteo di Dioniso che si sviluppa in 17 pannelli in cui si alternano satiri e baccanti.

Al centro della composizione, nell’unico pannello con due figure, non ci sono Dioniso e Arianna, come nella Villa dei Misteri, ma una donna in abito verde, adorna di gioielli e con al fianco un vecchio sileno con una torcia. «Al centro non c’è il dio, afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel alla presentazione alla stampa, c’è una donna che forse esisteva veramente, che girava qui per le strade di Pompei ma che si ritrova al centro di questo corteo divino e mitologico, ed è l’unica a guardare fisso verso l’osservatore, verso la sala dove si riunivano gli ospiti di questa casa a celebrare dei banchetti e l’onore del dio. È accompagnata da un vecchio sileno, figura del corteo di Dioniso che la sta conducendo verso dei riti notturni di iniziazione nei misteri». Nella parte superiore del ciclo, un fregio più piccolo raccoglie le immagini di animali vivi e morti, pesci, molluschi, galli, uccelli, un cinghiale appena sventrato, figure utilizzate per evocare le baccanti cacciatrici, tema mancante nella villa dei Misteri.

L’ambiente del Tiaso dionisiaco sarà visibile fin da subito nell’ambito delle visite al cantiere tutti i giorni dal lunedì al venerdì previa prenotazione. Il ministro Giuli, anch’egli alla presentazione ufficiale, conferma l’eccezionalità del ritrovamento e della sua immediata fruizione: «Tra 100 anni la giornata di oggi verrà vissuta come storica, perché storica è la scoperta che mostriamo. Inoltre, un cantiere accessibile al pubblico significa condivisione, in un certo senso è come una partecipazione a un’orchestra dinamica, è un momento eccezionale; quindi, immaginiamo che cosa possa significare per la cittadinanza, per i visitatori, condividere questo luogo».

Il cantiere è in via conclusiva, restano ancora inesplorati l’ingresso, il quartiere dell’atrio e gran parte del peristilio (giardino colonnato), la cui indagine probabilmente rientrerà nei 33 milioni di euro stanziati dal Governo per interventi di scavo, manutenzione programmata, restauro e valorizzazione del sito.

Graziella Melania Geraci, 26 febbraio 2025 | © Riproduzione riservata

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La struttura, nell’insula 10 della Regio IX, poteva accogliere fino a 30 persone. Il peristilio quadrato misurava 10 metri per lato

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