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Kulapat Yantrasast e Gayane Umerova

Foto courtesy dell’Uzbekistan Art and Culture Development Foundation

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Kulapat Yantrasast e Gayane Umerova

Foto courtesy dell’Uzbekistan Art and Culture Development Foundation

Kulapat Yantrasast è il direttore artistico della seconda Biennale di Bukhara

Fondatore e direttore creativo di WHY Architecture, l’architetto e designer thailandese curerà l’edizione in programma dal 3 settembre al 21 novembre 2027: «La biennale è un invito a lasciare che l’arte e la cultura facciano ciò che sanno fare meglio: arricchire la vita, onorare il luogo e rendere la sostenibilità un’eredità condivisa piuttosto che un’ambizione lontana»

Dopo le «Ricette per cuori infranti» dell’edizione inaugurale del 2025, affidata a Diana Campbell, che hanno coinvolto oltre 200 artisti e artigiani da 39 Paesi, artefici di più di 70 installazioni distribuite tra i monumenti storici restaurati dell’antica città uzbeka, che in dieci settimane hanno attirato 1,8 milioni di visitatori, la Biennale di Bukhara scalda i motori in vista del secondo appuntamento. A cominciare dalla nomina del direttore artistico, che per l'edizione 2027, in programma  dal 3 settembre al 21 novembre, sarà Kulapat Yantrasast. Il cinquantottenne architetto e designer nato a Bangkok, di base a Los Angeles e con alle spalle una lunga collaborazione con Tadao Ando, è il fondatore e direttore creativo di WHY Architecture, lo studio internazionale tra i cui progetti recenti figurano la trasformazione della Rockefeller Wing del Metropolitan di New York, riaperta nel 2025, e l'ilmi Science Discovery & Innovation Center di Riad, mentre per il futuro lo attendono la progettazione del Dipartimento di Arte Bizantina e Cristiana Orientale e  la ristrutturazione del percorso dedicato alle antichità romane del Louvre. Nell’ultima Milano Design Week l'abbiamo visto nelle vesti di curatore dell’installazione immersiva «When Apricots Blossom» a Palazzo Citterio, in cui la crisi ambientale della regione uzbeka del Karakalpakstan diventa un laboratorio di possibilità. 
 

Ideata e curata da Gayane Umerova e dall’Art and Culture Development Foundation (Acdf) dell’Uzbekistan la seconda Biennale di Bukhara  si estenderà in siti da poco restaurati, spazi pubblici e monumenti architettonici in tutta la città, attraverso un programma di nuove commissioni e collaborazioni, mantenendo l'approccio interdisciplinare incentrato sull'arte, l'artigianato e lo scambio culturale che ha caratterizzato l'edizione inaugurale: artisti internazionali lavoreranno dunque a fianco di maestri artigiani uzbeki, nonché con ecologisti, studiosi, economisti e comunità locali.

«L’Uzbekistan mi ha conquistato sin dalla mia prima visita, racconta Yantrasast, non grazie ai suoi monumenti, ma grazie alla sua gente: alle loro storie, alla loro generosità e alla serena sicurezza di una cultura che è sempre appartenuta al mondo. L'edizione del 2025 è stata straordinaria, ha risvegliato il ruolo di Bukhara come vero centro di scambio culturale. La mia ambizione per il 2027 è di approfondire quel dialogo: considerare le infrastrutture stesse come cultura, dove caravanserragli, madrasse, hammam, piazze pubbliche e giardini diventano salotti in cui si scambiano idee. La biennale è un invito a lasciare che l’arte e la cultura facciano ciò che sanno fare meglio: arricchire la vita, onorare il luogo e rendere la sostenibilità un’eredità condivisa piuttosto che un’ambizione lontana. Si tratta di un lavoro di lungo respiro. La Biennale del 2027 finirà; Bukhara continuerà ad andare avanti. Ciò che conta per me è che ogni commissione, ogni edificio restaurato, ogni giardino che tocchiamo, ogni incontro tra un artigiano e un partecipante sia un seme piantato per le generazioni che erediteranno questa città».

In attesa di conoscere il tema curatoriale e ulteriori dettagli sul programma per il 2027, che verranno comunicati nei prossimi mesi, l'appuntamento è per il 18 giugno prossimo alla Fondation Beyeler di Riehen, dove, in concomitanza con Art Basel Yantrasast e Umerova illustreranno la loro collaborazione. 

 

 

 

 

 

 

 

Anna Maria Farinato, 05 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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