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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliIl 7 agosto è mancato Sylvio Perlstein, leggendario collezionista d’arte belga. La notizia della sua morte è stata confermata da Hauser & Wirth, la prestigiosa galleria che negli ultimi anni ha collaborato strettamente con lui per portare al pubblico una parte della sua straordinaria raccolta. Figura schiva ma influente, Perlstein ha collezionato arte per oltre cinque decenni, costruendo un patrimonio culturale che attraversa movimenti, geografie e generazioni artistiche. Quando la sua collezione è stata esposta alla Hauser & Wirth di New York nel 2018, il New York Times la descrisse come un insieme che abbraccia «dal Dadaismo al Surrealismo (Max Ernst, Man Ray, Dora Maar, René Magritte, Jean Tinguely, Niki de Saint Phalle); al Minimalismo e Post-Minimalismo americano (Donald Judd, Ad Reinhardt, Brice Marden, Fred Sandback); fino alla Land Art (Richard Long, Robert Smithson, Michael Heizer, Gordon Matta-Clark)».
Due le mostre principali dedicate a questa imponente raccolta, oltre 1mille opere, organizzate dalla galleria: «A Luta Continua. The Sylvio Perlstein Collection», presentata a New York nel 2018 e successivamente a Hong Kong nel 2019. La pubblicazione omonima, edita da Hauser & Wirth Publishers, rimane una testimonianza preziosa del suo approccio radicale e intuitivo al collezionismo.
Perlstein collezionava non secondo le mode, ma secondo un impulso personale profondo, attratto, come lui stesso disse, da opere che lo «turbavano, intrigavano, mettevano a disagio». Un gusto per la complessità e la sfida intellettuale che ha reso la sua collezione unica e preziosa non solo per il mercato. Nel mondo dell’arte, sono in molti a interrogarsi sul destino delle sue opere: galleristi, curatori e collezionisti sperano che parte della collezione possa approdare nei musei, dove potrebbe contribuire a riscoprire e valorizzare settori ancora sottovalutati come il Minimalismo e l’Arte concettuale. Sui social, Hauser & Wirth ha reso omaggio al suo «caro amico Sylvio Perlstein, collezionista visionario che ha dato forma a una delle collezioni d’arte più importanti del secolo scorso». E con commozione ha ricordato il suo legame stretto con gli artisti, il suo coraggio nel collezionare senza compromessi, e la sua passione per l’arte come sfida e scoperta.
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