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Daria Berro
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Antoine Verney, conservatore capo dei Musei di Bayeux e grande specialista del celebre «arazzo» medievale conservato nella cittadina del Calvados, in Normandia, è scomparso improvvisamente a 62 anni nella notte tra il 10 e l’11 febbraio. Laureato all'École du Louvre, all'École du Patrimoine, titolare di un master in storia dell'arte e archeologia e in preistoria, etnologia e antropologia all'Università Panthéon Sorbonne, Verney dirigeva dal 2009 le tre istituzioni della località in cui è custodito il prezioso manufatto: il Museo Memoriale della Battaglia di Normandia, il Museo Baron-Gérard e il Museo dell'Arazzo di Bayeux. Era responsabile della conservazione, della programmazione e della valorizzazione delle collezioni, in particolare del lunghissimo panno ricamato realizzato nel 1067 e raffigurante gli eventi che dopo la battaglia di Hastings nel 1066 portarono alla conquista normanna dell’Inghilterra.
A Verney si deve l'ambizioso progetto di riorganizzazione del museo che custodisce l’arazzo, chiuso dal primo settembre scorso, avviato su progetto dello studio britannico Rshp ed entrato da poco nella fase di cantiere (la consegna è prevista per l'autunno 2027). Proprio la chiusura dell’istituzione ha reso possibile il viaggio dell’arazzo di Bayeux al British Museum di Londra per una mostra che si terrà la prossima estate. Verney, naturalmente, ha svolto un ruolo di primo piano nel controverso prestito del fragile manufatto, esposto solo due volte fuori da Bayeux: la prima nel 1803, a Parigi, su richiesta di Napoleone Bonaparte e la seconda volta nel 1945 al Louvre.
«Ero solito dire che l'Arazzo di Bayeux è Guglielmo, Aroldo e Antoine Verney. Era diventato quasi un personaggio, tanto ne conosceva i segreti»: così Loïc Jamin, vicesindaco di Bayeux, ha salutato lo studioso.
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