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Redazione
Leggi i suoi articoliÈ scomparso a 87 anni Antonio Homem, presidente e cofondatore della Sonnabend Collection Foundation. Collezionista e promotore culturale, è stato uno degli artefici del nuovo museo di arte contemporanea inaugurato lo scorso novembre nel Palazzo della Ragione a Mantova, dedicato alla straordinaria collezione costituita da Ileana e Michael Sonnabend (di cui Homem era figlio adottivo).
Nato a Lisbona nel 1939, a 17 anni aveva lasciato il Portogallo per studiare ingegneria al Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zürich), ma i suoi interessi sono sempre profondamente legati all’arte. La sua collaborazione con i Sonnabend risale al 1968, anno in cui aveva iniziato a lavorare nella galleria parigina di Ileana. Dopo la morte di questa, nel 2007, aveva continuato a dirigere la sede statunitense fino alla chiusura nel 2014. Nel 2009, con Nina Sundell, Homem aveva fondato la Sonnabend Collection Foundation, dedicata alla conservazione e alla presentazione di una delle raccolte private più importanti dell’arte internazionale del Novecento.
Grazie alla collaborazione tra Comune di Mantova, Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte, Antonio Homem, insieme al figlio Phokion Potamianos, tesoriere della fondazione americana, ha reso accessibile al pubblico una selezione significativa della collezione Sonnabend, comprendente opere di Bernd e Hilla Becher, Gilbert & George, Jasper Johns, Anselm Kiefer, Jannis Kounellis, Jeff Koons, Roy Lichtenstein, Sol LeWitt, Robert Morris, Bruce Nauman, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Mario Schifano e Andy Warhol, dallo scorso novembre esposte in permANENZA nel mantovano Palazzo della Ragione. Un progetto da lui sostenuto con forza, come luogo di studio, dialogo e condivisione, rafforzando il legame con la città di Mantova, che in segno di riconoscimento gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Mario Codognato, direttore della Sonnabend Collection Mantova, ricorda Homem sottolineandone la capacità di aver «custodito e trasmesso con intelligenza e sensibilità l’eredità culturale di Ileana e Michael Sonnabend».
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