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Elena Correggia
Leggi i suoi articoliNascere principessa alla corte degli Sforza nel XV secolo significava avere il privilegio di ricevere un’educazione al pari dei propri fratelli maschi. Così accadde a Ippolita Maria Sforza (1445-1488), che ancora ragazzina già eccelleva nello studio del latino, del francese, dello spagnolo e persino nella caccia con il falco. Mente curiosa e brillante, divenne un’appassionata bibliofila (fra le sue letture preferite i classici latini, da Virgilio a Tito Livio) e commissionò numerosi manoscritti miniati. Uno di questi preziosi testi è ricomparso in una collezione privata e andrà all’incanto nell’asta di libri antichi e d’artista che Il Ponte allestirà a Milano il 25 e 26 febbraio. Si tratta del manoscritto, su pergamena finemente miniata e conservata nella legatura originale, contenente la prima decade dell’Ab Urbe condita di Tito Livio, scelto dalla giovane Sforza come parte della dote per le nozze con Alfonso II d’Aragona. «Una scoperta di grande rilievo in quanto dei 14 volumi che composero il suo corredo culturale la maggior parte è andata dispersa e si conoscono con certezza solo tre codici, due conservati alla Biblioteca Historica dell’Universitat de Valencia e uno alla Bibliothèque nationale de France di Parigi», spiega Stefania Pandakovic, responsabile del dipartimento di libri antichi de Il Ponte. «Oltre all’ottimo stato di conservazione e alla bellezza del manoscritto, di grande formato, in pergamena con molte pagine e splendide miniature - una per la cornice della prima pagina e nove per le pagine interne – a colpire è anche il soggetto scelto. Se infatti i manoscritti all’epoca avevano per lo più argomento religioso, in questo caso la principessa Sforza sceglie fra i suoi libri prediletti la narrazione dei valori sottesi al buon governo al tempo dell’antica Roma. Un testo che contribuì alla sua formazione umanistica e favorì lo sviluppo di capacità diplomatiche che si rivelarono fondamentali successivamente, nel gestire accanto al marito gli equilibri politici fra Milano e Napoli». L’opera, che è stata notificata, sarà proposta in vendita con una valutazione di 280-350mila euro e il 19 febbraio alle 18.30 a Palazzo Crivelli, sede de Il Ponte, sarà proposto un momento di approfondimento culturale per meglio conoscere il prezioso manoscritto anche con la partecipazione di Marco Petoletti, Università Cattolica di Milano e Massimo Zaggia, Università di Strasburgo. «Il mio sogno è che si faccia avanti un mecenate per donarlo a un’istituzione museale milanese: sarebbe un modo per far tornare a casa una testimonianza libraria straordinaria del Rinascimento lombardo» aggiunge Pandakovic.
Alighiero Boetti, «Classifying the thousand longest rivers», 1977. Courtesy of Il Ponte Casa d'Aste
iPhone 2G da 4 Gb, luglio 2007. Courtesy of Il Ponte Casa d'Aste
Ma l’asta ha in serbo anche molte altre proposte per bibliofili e appassionati, abbracciando un tempo che va dalla metà del XV secolo fino ai primi anni Duemila. Nella prima sezione, la più importante, che include un centinaio di lotti senza una netta divisione per argomenti, spiccano numerose opere legate al viaggio, «uno dei temi sempre più amati, dai libri sulle scoperte geografiche agli atlanti, ai lavori acquerellati a mano, si tratta di un catalogo molto colorato, d’impatto estetico», continua l’esperta. Fra questi lotti si trova l’edizione del 1704 -1705 di Het Nieuw Stede Boek van Italie di Joannes Blaeu, copia con tavole finemente incise della ristampa ad opera di Pieter Mortier del celebre Townbook di Blaeu, in particolare i panorami di Genova, Venezia e Napoli sono caratterizzati da un segno nitido, ricco e molto moderno (15-25mila). È presente anche una raccolta di lavori dedicati alla montagna, fra cui la prima e unica edizione di Scenes from the Snow-Fields di Edmund Thomas Coleman, stampata a Londra nel 1859. Un’opera di primo piano per la storia dell’alpinismo, con 12 tavole di grandi dimensioni disegnate dal vivo da Coleman sui ghiacciai del Monte Bianco, che costituiscono anche una testimonianza significativa di un testo illustrato nell’era pre-fotografia (8-12mila).
Sempre molto interesse suscitano poi i libri scientifici, fra cui si segnala il volume di Hevelius che raccoglie tre sue opere interamente dedicate alle comete e illustrate dall'autore (15-25mila). Non manca inoltre la sezione dei libri d’artista, sempre molto ricercati anche da chi ama l’arte moderna. È il caso ad esempio dell’opera concettuale di Alighiero Boetti «Classifying the Thousand Longest Rivers in the World» del 1977, con copertina ricamata (15-25mila), un «Lito-Latta» di Tullio d’Albisola quale omaggio al futurismo industriale con illustrazioni di Bruno Munari (20-30mila) e una tiratura di lusso, mai apparsa prima sul mercato di «Quatre histoires de blanc et noir» dell’artista ceco Frantisek Kupka del 1926 (20-30mila), contenente il doppio delle tavole incise rispetto alle edizioni normalmente disponibili.
Infine, debutta in asta il dipartimento Discovery&Tech, con alcuni oggetti che celebrano la rivoluzione tecnologica, assecondando una tendenza collezionistica già in auge da alcuni anni sul mercato internazionale. «In questo ambito confluisce quel sapere che, custodito all’interno dei libri fino al Novecento, si è poi evoluto nel campo dei computer e della tecnologia», chiosa Pandakovic. Fra le curiosità in catalogo sono presentati, agli albori dell’informatica, un PDP-8 prodotto dalla Digital Equipment Corporation dal 1965, il primo sistema di elaborazione professionale che rese accessibile anche alle aziende la potenza di calcolo fino ad allora di appannaggio solo dei grandi calcolatori «mainframe», riservati a poche istituzioni governative e industriali (10-15mila). I più nostalgici del modernariato high-tech potranno rivedere il primo iPhone 2G da 4 Gb lanciato negli Stati Uniti nel 2007, comprensivo di scatola originale (pur se non sigillata) e di accessori. La stima iniziale è di 2-3mila euro mentre negli Usa gli esemplari in scatola sigillata hanno raggiunto anche cifre intorno ai 150mila dollari. Decisamente più abbordabile il computer Macintosh del 1990, primo computer compatto all-in-one, caratterizzato dal ben riconoscibile design, valutato 80-120 euro, ma senz’altro già entrato nella storia della tecnologia contemporanea.
Johannes Blaeu, «Het Nieuw Stede Boek van Italie», 1704,1705. Courtesy of Il Ponte Casa d'Aste
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