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Restauratori di beni culturali al lavoro

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Restauratori di beni culturali al lavoro

I rischi per la salute tipici del mestiere di restauratore

Un breve documento pubblicato dall’Inail passa in rassegna le peculiarità di una professione che comporta l’utilizzo di materiali biologici o sostanze chimiche che possono costituire un pericolo, se non opportunamente controllati

Gaspare Melchiorri

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Una professione come quella degli operatori del settore del restauro, che lavorano su materiali diversi ed opere eterogenee (edifici storici, reperti archeologici, pitture e mosaici, opere in metallo, tessuti, elementi di arredo), è esposta a rischi lavorativi difficili da circoscrivere. Dei pericoli cui sono sottoposti gli addetti ai lavori di settore si occupa una breve pubblicazione dell’Inail (l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), intitolata Le attività di restauro dei beni culturali: pericoli e misure di tutela dei lavoratori.

Il documento passa in rassegna i pericoli di natura biologica. «Tessuti, carta, legno, marmi, pigmenti organici, resine, colle, stucchi, intonaci, solventi, ecc. sono materiali che offrono un'ampia gamma di substrati nutritivi organici e inorganici per la crescita delle popolazioni microbiche naturali, ubiquitarie, rappresentate per lo più da batteri e microfunghi decompositori (saprofiti)», viene elencato.

Negli ambienti esterni, «i beni culturali sono soggetti a condizioni ambientali difficilmente controllabili rispetto a quelle indoor ed ospitano sulle loro superfici biofilm, costituiti da comunità complesse di batteri autotrofi ed eterotrofi e microfunghi (generi Streptomyces, Aspergillus, Penicillium, Desulfovibrio ecc.)».

Gli autori dello studio parlano anche di biorestauro, ossia il «trattamento di restauro (pulitura, protezione, conservazione, consolidamento) per il recupero di opere d’arte degradate attraverso l’utilizzo dei processi naturali di degradazione della sostanza organica e inorganica operati dai microrganismi e dai loro enzimi».

Anche per i trattamenti biologici occorre prendere precauzioni, poiché «il personale che esegue attività di restauro entra in contatto con una ampia varietà di organismi viventi tra i quali, potenzialmente, possono essere presenti anche agenti pericolosi per la salute del lavoratore, ovvero - ai sensi del Dlgs 81 del 2008 e s.m.i., Titolo X - in grado di causare infezioni, sensibilizzazioni/allergie, effetti tossici».

Il documento, quindi, sintetizza le principali categorie di pericolo biologico, le fonti e le modalità di esposizione per gli addetti al biorestauro, indicando gli interventi utili al controllo della trasmissione degli agenti pericolosi dalla fonte al lavoratore, in ambienti di lavoro sia interni, sia esterni.

Nelle operazioni di restauro trovano largo impiego numerose sostanze chimiche, tra cui solventi, saponi, vernici, smalti, resine, enzimi, biocidi, consolidanti, adesivi, stucchi e additivi, protettivi e composti vari. «Tali miscele, affermano gli autori, possono contenere sostanze appartenenti a diverse classi chimiche dotate di pericolosità intrinseca con potenziali impatti sulla salute e la sicurezza sul lavoro, quali: composti organici volatili (Cov), tra cui gli idrocarburi aromatici (benzene, toluene, xilene); composti organoclorurati (inclusi i policlorobifenili-Pcb) e metalli pesanti».

Il documento contiene un elenco delle principali classi di agenti chimici e delle relative e principali modalità di utilizzo, e illustra sinteticamente le principali misure di contenimento dell’esposizione a sostanze pericolose. Viene infine anche ricordato che «le operazioni di restauro di manufatti o opere murarie possono generare fumi e polveri nei casi in cui si eserciti un’azione meccanica sugli stessi. Il particolato aerodisperso può avere diversa natura (polveri inerti o fastidiose, polveri di cemento, polveri di legno ecc.) mentre la relativa penetrazione e deposizione nei vari distretti del sistema respiratorio sono connesse alle dimensioni granulometriche. Sull’organismo esplicano un’azione meccanica (fisica), chimica e allergizzante o spesso un’azione mista, combinazione delle precedenti».

Gaspare Melchiorri, 28 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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