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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliNel 2026 i premi dell’associazione Aware (Archives of Women Artists, Research and Exhibitions) compiono 10 anni: vennero infatti istituiti nel 2016. A partire dal gennaio di quest’anno, l’evento fa ora parte del calendario istituzionale del Centre Pompidou-Musée National d’Art Moderne.
Co-fondata più di dieci anni fa da sette donne, tra cui Margot Mérimée Dufourcq, Nathalie Rigal, Julie Wolkenstein e la sua attuale direttrice, Camille Morineau, Aware mette in luce i percorsi di artiste donne e non binarie del XVIII, XIX e XX secolo: ogni settimana, sul suo sito vengono pubblicate tre nuove biografie e i suoi premi, istituiti nel 2017, premiano ogni anno un’artista emergente e un’altra per la sua carriera. Da diversi anni l’associazione desiderava avvalersi del sostegno di un’istituzione culturale pubblica. «È logico che sia il Centre Pompidou, lavoriamo sugli stessi periodi, condividiamo interessi e valori comuni», aveva dichiarato la cofondatrice Camille Morineau agli organi di stampa lo scorso autunno, allorché era stata data la notizia dell’ingresso di Aware nel Pompidou.
L’iniziativa si è dimostrata nel tempo un potente motore di visibilità per le artiste, sia in Francia sia a livello internazionale. Il Prix Nouveau Regard viene assegnato a un artista «mid-career», mentre il Prix d’Honneur viene assegnato a un autore con una carriera che abbraccia più di quarant’anni. I vincitori di questa «edizione anniversario» saranno annunciati il 12 maggio presso il Ministero francese della Cultura. Le opere dei vincitori entreranno a far parte delle collezioni del Musée National d’Art Moderne.
Quest’anno, quattro professionisti del settore culturale (tra cui un duo) procederanno alla preselezione di una coppia di artisti ciascuno, candidati rispettivamente al «Prix Nouveau Regard» e al «Prix d’Honneur». Essi presenteranno e difenderanno il lavoro degli autori davanti a una giuria composta da sette personalità di spicco del mondo culturale, tra cui curatori del Musée National d’Art Moderne e figure esterne al museo. Per questa edizione, gli artisti selezionati per il «Prix Nouveau Regard» e i loro commissari sono: Cécile B. Evans, nominata da Juliette Desorgues, curatrice e critica d’arte; Laura Gozlan, nominata da Vincent Enjalbert, curatore e responsabile delle mostre presso Bétonsalon; Saodat Ismailova, nominata da Dilda Ramazan, curatrice e storica dell’arte; e Bettina Samson, nominata da Amélie Deschamps e Lucie Camous, un duo di artiste-ricercatrici.
Le opere dell’artista americano-belga Evans esplorano il valore dell’emozione e la sua capacità di ribellione quando entra in contatto con strutture ideologiche, fisiche e tecnologiche. Formatasi in Finlandia e Francia nel settore dello spettacolo e della scenografia, Gozlan attinge a un ampio ventaglio di riferimenti: i suoi film descrivono situazioni improvvise e personaggi ambigui, in bilico tra desiderio e (in)soddisfazione, all’interno di ambienti contrastanti. Il lavoro dell’artista e regista Ismailova intreccia ricordi personali e collettivi, miti e rituali della vita quotidiana, evocando le variegate storie dell’Asia centrale. L’arte poliedrica di Samson spazia dalla scultura alle installazioni site specific e alla fotografia. I suoi progetti traggono ispirazione dall’arte popolare, dall’avanguardia e da visioni utopiche, dai progressi tecnologici e dai fenomeni naturali.
La giuria dell’edizione 2026 sarà presieduta da Jeanne Brun (vicedirettrice delle collezioni del Centre Pompidou-Musée National d’Art Moderne) e comprenderà: Camille Morineau (curatrice, cofondatrice e responsabile di Aware presso il Centre Pompidou-Mnam), Philippe Bettinelli (curatore del dipartimento Nuovi media, Centre Pompidou-Mnam), Myriam Mihindou (artista, vincitrice del Premio Aware Nouveau Regard 2022), Victorine Grataloup (direttrice di Triangle-Asterines, copresidente di Dca, associazione francese di sviluppo dei centri di arte contemporanea), Salimata Diop (curatrice indipendente) e Sébastien Faucon (curatore presso il Lam-Museo d’arte Moderna Lille Métropole, Villeneuve d’Ascq).
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