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Alcuni dei Giganti di Mont’E Prama

Foto Fondazione Mont’E Prama

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Alcuni dei Giganti di Mont’E Prama

Foto Fondazione Mont’E Prama

In Sardegna parte la fase attuativa del «Grande Progetto Mont’E Prama», con 26,45 milioni di euro

L’iniziativa è stata lanciata con una convenzione sottoscritta tra la Regione Autonoma della Sardegna (attraverso il Centro Regionale di Programmazione) e la Fondazione Mont’E Prama, nella veste di soggetto attuatore

In Sardegna parte la fase attuativa dell’Investimento Territoriale Integrato (Iti) relativo al «Grande Progetto Mont’E Prama», relativo all’omonimo sito, nel comune di Cabras (Or), nella Sardegna centro-occidentale. Esso fu scoperto casualmente nel marzo del 1974 quando, nel corso di lavori di aratura di un campo, emersero i primi frammenti di sculture. Da allora è stato oggetto di diversi interventi di scavo e recupero tra il 1975 e il 1979, il 2014, il 2015-16 e, in tempi più recenti, tra il 2018 e il 2022, data dell’ultimo intervento.

Vi furono rinvenuti i resti dei cosiddetti «Giganti di Mont’E Prama». Si tratta di antiche sculture (conservate al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras) risalenti alla Civiltà nuragica e databili tra il IX e l’VIII secolo a.C. (secondo alcuni, tra il XIII e l’VIII secolo). Sono state scolpite a tutto tondo, ognuna a partire da un unico blocco di calcarenite locale proveniente da cave distanti in linea d’aria sedici chilometri. La loro altezza varia tra i due e i due metri e mezzo e, come nelle raffigurazioni dei bronzetti nuragici, rappresentano arcieri, guerrieri e pugilatori.

La presentazione ufficiale del «Sistema integrato del Sinis-Grande Progetto Mont’E Prama», progetto strategico con una dotazione complessiva di 26,45 milioni di euro (20,85 milioni del Programma Regionale Sardegna Fesr 2021-27 e 5,6 milioni di risorse regionali) si è svolta il 12 giugno a Cabras, all’Infopoint dell’Area Archeologica di Tharros, durante la conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, Giuseppe Meloni, il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni e il sindaco di Cabras, Andrea Abis.

La Strategia territoriale, approvata dalla Giunta regionale lo scorso settembre, fa perno sul sistema culturale e archeologico del Sinis per realizzare nuove opportunità di crescita per il territorio e per tutta la Regione Sardegna. L’intervento sostiene il «Grande Progetto Mont’e Prama» e l’iter di valorizzazione del Sinis come polo culturale d’importanza regionale, nazionale e internazionale, interconnettendo patrimonio archeologico, paesaggio, comunità, ricerca, turismo sostenibile e formazione.

La fase attuativa è stata lanciata con la convenzione sottoscritta tra Regione Autonoma della Sardegna (attraverso il Centro Regionale di Programmazione) e Fondazione Mont’E Prama, nella veste di soggetto attuatore. Le risorse sono destinate perlopiù alla realizzazione e al potenziamento delle infrastrutture del Sistema Mont’E Prama, con particolare attenzione alla valorizzazione culturale, all’accessibilità dei siti e alla realizzazione del Centro studi e formazione.

L’Iti si articola in quattro ambiti strategici: infrastrutture, ricerca, comunicazione e animazione territoriale, governance e capitale umano. Gli interventi puntano: • a rendere più accessibili, fruibili e sostenibili le infrastrutture culturali del sistema Sinis-Mont’e Prama; • a proseguire e rafforzare le attività di ricerca e valorizzazione, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie; • a promuovere il patrimonio culturale collegato ai Giganti di Mont’e Prama su scala regionale, nazionale e internazionale; • a migliorare le competenze del capitale umano e la capacità di gestione di progetti complessi.

Il progetto interessa diversi luoghi di grande importanza: • il Museo Civico Giovanni Marongiu; • l’area archeologica di Mont’e Prama; • l’area archeologica di Tharros; • l’ipogeo di San Salvatore; • la Torre spagnola di San Giovanni di Sinis. I visitatori complessivi dei siti gestiti dalla Fondazione sono passati da 73.840 nel 2021 a 177.230 nel 2024, confermando l’efficacia del sistema Mont’e Prama.

«Con l’avvio della fase attuativa dell’Iti Sistema integrato del Sinis-Grande Progetto Mont’e Prama, entriamo nella fase operativa di una strategia costruita insieme al territorio e sostenuta da un importante investimento, in cui abbiamo creduto da subito, ha dichiarato l’assessore Giuseppe Meloni. Il Sinis rappresenta uno dei contesti più significativi della Sardegna per patrimonio culturale, archeologico e ambientale. Attraverso questo investimento vogliamo consolidare un percorso che mette in relazione cultura, ricerca, formazione, innovazione e qualità dell’accoglienza, contribuendo a migliorare la competitività del territorio e la sua capacità di attrazione. Come Regione abbiamo scelto di sostenere questa visione di sviluppo territoriale, nella convinzione che la crescita delle comunità nasca anche dalla capacità di generare opportunità a partire dalla propria identità, dal proprio patrimonio. La buona programmazione consiste proprio nel mettere le risorse al servizio di una strategia chiara, capace di valorizzare le vocazioni dei territori e di creare nuove opportunità di sviluppo».

«L’Iti rappresenta per la Fondazione Mont’e Prama un passaggio di straordinaria importanza, ha sottolineato il presidente della Fondazione Anthony Muroni. La Strategia territoriale consente di dare continuità e forza a un percorso che in questi anni ha consolidato il ruolo di Mont’e Prama come grande patrimonio culturale della Sardegna e come riferimento riconosciuto anche oltre i confini regionali. I Giganti hanno restituito alla nostra Isola una parte fondamentale della propria storia e della propria immagine nel mondo. Oggi il nostro compito è fare in modo che questo patrimonio sia non solo conservato e raccontato, ma messo nelle condizioni di generare conoscenza, qualità, lavoro, formazione e nuove relazioni culturali e istituzionali».

«L’avvio operativo dell’Iti apre una nuova fase di programmazione intensa e concreta, ha commentato il sindaco di Cabras, Andrea Abis. Per il nostro Comune questo progetto rappresenta un’opportunità speciale, volta a rafforzare il processo avviato di valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale del Sinis attraverso nuovi interventi su infrastrutture, servizi e accessibilità. Si tratta di uno strumento che rafforzerà e consoliderà uno dei pilastri dell’economia locale e territoriale».

Vittorio Bertello, 12 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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