Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Un veduta delle sale del Musée du quai Branly a Parigi dedicate al Regno del Benin. Nel 2021 26 pezzi del Tesoro d’Abomey sono stati restituiti alla Nigeria

Foto Léo Delafontaine / Musée du quai Branly

Image

Un veduta delle sale del Musée du quai Branly a Parigi dedicate al Regno del Benin. Nel 2021 26 pezzi del Tesoro d’Abomey sono stati restituiti alla Nigeria

Foto Léo Delafontaine / Musée du quai Branly

La Francia approva la legge sulle restituzioni ai Paesi d’origine dei beni saccheggiati in epoca coloniale

Il testo è stato votato all’unanimità anche all’Assemblea nazionale. Ora per restituire basterà l'accordo di un comitato scientifico composto da ricercatori francesi e provenienti dai Paesi di origine degli oggetti asportati

Con 170 voti a favore e zero contrari i deputati francesi hanno approvato ieri il progetto di legge che accelera le procedure per la restituzione ai Paesi d’origine dei beni culturali saccheggiati dalla Francia durante il periodo coloniale, tra il 1815 e il 1972. Dopo il passaggio in Senato, il testo è stato dunque adottato all’unanimità dell’Assemblea nazionale (dov’era presente solo un terzo dei deputati), ma la presentazione di numerosi emendamenti ne ha ritardato l’approvazione fino a tarda sera. Prima dell’adozione definitiva il testo dovrà ora essere oggetto di un accordo tra deputati e senatori. In base alla legislazione vigente, data l’inalienabilità delle collezioni pubbliche francesi, ogni singola richiesta di restituzione prevedeva l’approvazione di una legge ad hoc, caso per caso.  Da oggi in poi, la legge quadro faciliterà la restituzione dei beni tramite decreto: sarà sufficiente l'accordo di un comitato scientifico composto da ricercatori francesi e provenienti dai Paesi di origine degli oggetti asportati.

«Questa legge è attesa in Francia e in tutto il mondo, aveva sottolineato qualche giorno fa la neoministra della Cultura Catherine Pégard. Per misurare la portata storica di questo testo basta constatare l’interesse che suscita oltre i nostri confini. Per molti Paesi è come una mano tesa, che favorisce il rinnovamento e l’approfondimento dei legami culturali e internazionali». Il riferimento è in primis alla promessa fatta nel 2017 da Emmanuel Macron, all’inizio della sua presidenza, in un discorso all’Università di Ouagadougou, in Burkina Faso, in cui aveva dichiarato: «Entro cinque anni dobbiamo essere in condizione di permettere il ritorno del patrimonio africano in Africa. È una priorità».  Pégard ha ricordato il ruolo svolto nel raggiungimento di questo obiettivo dal rapporto La restituzione del patrimonio culturale africano, verso una nuova etica relazionale, redatto da Felwine Sarr e Bénédicte Savoye.

Contro il parere del governo, riferisce France24, i deputati hanno  adottato un emendamento che chiede agli Stati di impegnarsi a conservare i beni restituiti secondo standard internazionali e a garantirne l'accessibilità al pubblico.

Tra le autrici di molti emendamenti è Sophie Taillé-Polian, deputata del gruppo Écologistes, che come riporta Rfi  ha lamentato l’assenza nel testo adottato della parola «colonizzazione», a suo dire esclusa per «una forma di negazione» da parte del Governo francese. Sostenuta da altri gruppi parlamentari, la deputata ha esortato a «chiamare le cose con il loro nome. Quello che è successo è una spoliazione, un saccheggio, una violazione di interi popoli. Bisogna dare un nome alle cose per comprenderle meglio e affrontare meglio questa tragica storia». Taillé-Polian, che da tempo auspica la creazione di un Museo della colonizzazione, ha intanto ottenuto il censimento annuale delle opere controverse per garantire trasparenza ai Paesi che chiedono la restituzione dei propri beni.

La France Insoumise, il partito di sinistra fondato da Jean-Luc Mélenchon, ha criticato la scelta di limitare il testo di legge al periodo tra il 1875 e il 1972  e il fatto che vi siano escluse le collezioni private.

All'estremità opposta dell’arco parlamentare, il Rassemblement national di Jordan Bardella mette in guardia da utilizzare questa legge come pretesto per una politica di pentimento della Francia nei confronti delle sue ex colonie. 

 

 

 

 

Anna Maria Farinato, 14 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il campus sulla collina progettato da Richard Meier e inaugurato nel 1997 comprende Museo, Istituto di Ricerca e Fondazione Getty. Sarà oggetto di un articolato piano di rinnovamento del costo stimato tra i 600 e gli 800 milioni di dollari che si concluderà nella primavera del 2028, in tempo per i Giochi olimpici e paralimpici

 

Appartenuti allo storico dell’arte svizzero Jacques-Édouard Berger, si aggiungono agli oltre 4mila della collezione del miliardario e filantropo Jean-Claude Gandur che costituiranno il nucleo dell’erigendo museo normanno

Esperta di arte contemporanea asiatica e per 12 anni alla guida dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington subentra a Mariët Westermann. La direttrice uscente rimarrà nella «galassia Guggenheim», con l’incarico di supervisionare le varie sedi dell’istituzione, compreso il futuro museo di Abu Dhabi 

Il 7 maggio, in concomitanza con la 61. Biennale d’Arte, un programma di mostre e performance inaugurerà «il salto nel futuro» dell'isola lagunare abbandonata dagli anni Sessanta, che diventerà un luogo di ricerca e produzione artistica e un laboratorio di riflessione ecologica

La Francia approva la legge sulle restituzioni ai Paesi d’origine dei beni saccheggiati in epoca coloniale | Anna Maria Farinato

La Francia approva la legge sulle restituzioni ai Paesi d’origine dei beni saccheggiati in epoca coloniale | Anna Maria Farinato