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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliUna raffinata mostra a Torino esplora il modo in cui il paesaggio naturale coreano viene interpretato attraverso la pittura a inchiostro e colore. Al MAO, Museo d'Arte Orientale, i paesaggi non ritraggono solo la bellezza della natura, ma incarnano lo scorrere del tempo, rivelando al visitatore che le esperienze e i ricordi personali sono profondamente intrecciati con l'espressione artistica. Esplorando l'interazione tra tradizione e trasformazione, nonché l'armonia tra elementi concettuali e tangibili, la mostra pone un’attenzione particolare alle opere ispirate al Movimento di Democratizzazione del 18 maggio, uno degli eventi più significativi della storia moderna coreana, quasi del tutto sconosciuto in Europa. Attraverso queste opere e alcuni importanti materiali d’archivio forniti grazie al supporto 5.18 Democracy Movement Archives e The May 18 Foundation, il pubblico potrà approfondire le testimonianze drammatiche di questo momento storico cruciale per la Corea. Il concetto di adattamento, che dà il titolo alla mostra, assume un significato profondo nel contesto di questo scambio culturale: i paesaggi geografici e storici di Gwangju e Jeollanam-do vengono fruiti e percepiti in un contesto diverso da quello originale all’interno del MAO e della città di Torino, promuovendo nuove interpretazioni e suggestioni. Attraverso queste opere, i visitatori potranno non solo ammirare la bellezza del panorama artistico e della storia di Gwangju, ma anche comprenderne il valore e il significato sia in relazione alla storia moderna coreana sia allo scenario culturale globale. La mostra, intitolata Adapted Sceneries, apre al pubblico oggi sabato 17 maggio ed è organizzata dal MAO Museo in collaborazione con il Gwangju Museum of Art (Corea) è allestita al secondo piano delle collezioni permanenti e nell’area espositiva denominata t-space a piano terra, Adapted Sceneries offre uno sguardo approfondito sulla pittura Namjonghwa (Scuola di pittura del Sud), un genere fondamentale nella storia dell’arte coreana, insieme a reinterpretazioni contemporanee della pittura tradizionale. Tra le opere esposte, quelle di Heo Ryeon, Heo Baekryeon e Heo Hangmyeon sottolineano la sensibilità estetica della pittura coreana classica, mentre i lavori di Lee Sunbok, Heo Dalyong e Hong Sungmin mostrano l’evoluzione del linguaggio pittorico coreano attraverso un dialogo tra tradizione e modernità.
Installation view, "Adapted Sceneries". Foto: Studio Gonella
Installation view, "Adapted Sceneries". Foto: Studio Gonella
Installation view, "Adapted Sceneries". Foto: Studio Gonella
Heo Hangmyeon View of Baekyangsa Temple 1942
Riccardo Deni
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