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Installation view della mostra «Studies, Capitolo I: Sul Plaid»

Courtesy of Loro Piana

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Installation view della mostra «Studies, Capitolo I: Sul Plaid»

Courtesy of Loro Piana

Loro Piana e il plaid come oggetto di ricerca

Alla Milano Design Week 2026, «Studies, Capitolo I: Sul Plaid» rilegge il tessuto avvolgente di uso quotidiano come sintesi del lessico tessile della maison 

Monica Trigona

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Chi non conosce Loro Piana? Una domanda quasi ironica, visto che il nome di questa storica azienda è ormai sinonimo di eccellenza nella lavorazione artigianale di fibre nobili come cashmere, vicuña e lane extrafini. In occasione della Milano Design Week, Loro Piana presenta nel Cortile della Seta «Studies, Capitolo I: Sul Plaid» (dal 21 al 26 aprile), un progetto che prende un oggetto domestico apparentemente semplice e lo trasforma in uno spazio di ricerca. Il plaid viene sottratto infatti alla sua funzione più immediata e ricondotto alla sua origine di campo sperimentale, dove materia e tecnica si incontrano sotto il segno di una disciplina silenziosa.

Dalla metà degli anni Ottanta, infatti, i plaid, insieme alle sciarpe, sono tra i primi oggetti finiti della Maison, superfici in cui testare fibre, fantasia e costruzione. Questa genealogia nel percorso emerge qui con chiarezza. Il progetto infatti si configura «aperto», destinato a crescere per capitoli, ciascuno dedicato a un elemento dell’abitare osservato con rigore quasi analitico. Il primo capitolo sceglie il plaid non per la sua familiarità ma per la sua capacità di contenere, in forma compressa, l’intero lessico tessile. La mostra si costruisce come un allestimento continuo, senza cesure, in cui ventiquattro plaid si offrono allo sguardo come altrettanti studi autonomi. Non c’è gerarchia, né tentazione di sintesi perché ogni pezzo insiste su una possibilità diversa, su una variazione di tecnica, costruzione, superficie. L’insieme funziona come un indice ma anche come una mappa in cui il visitatore è chiamato a orientarsi senza didascalie invasive. Qui il prodotto finito non è mai isolato e accanto ad esso affiorano la fibra, il filato, i passaggi intermedi. Il plaid non è mostrato ma quasi smontato e restituito nella sua temporalità.

Le materie - dalla Vicuña al Baby Cashmere, dal Cashmere alla lana The Gift of Kings®, fino alle sperimentazioni come Royal Lightness®, Cashfur, Wish® e Pecora Nera® - vengono esibite come vocabolario. Sono elementi che acquistano senso solo nel loro attraversamento tecnico - ricamo, appliqué, tessitura a mano, agugliatura, patchwork e serigrafia. Ogni tecnica introduce un ritmo, una resistenza, una grammatica. Si ha l’impressione che il lavoro della maison consista proprio nel negoziare queste differenze, nel portarle a una forma senza cancellarne la specificità.

Installation view della mostra «Studies, Capitolo I: Sul Plaid». Courtesy of Loro Piana

Installation view della mostra «Studies, Capitolo I: Sul Plaid». Courtesy of Loro Piana

L’allestimento accompagna questa lettura con una discrezione calibrata. Strutture in rovere, declinate in tre tonalità, sostengono i tessuti senza dominarli. Le giunzioni restano visibili, quasi a ribadire una continuità tra costruzione spaziale e costruzione tessile. I plaid sono sospesi, lasciati cadere, aperti, non tanto esposti quanto messi in condizione di mostrarsi, di rivelare trama, peso, vibrazione del colore. Il percorso, suddiviso in 7 sezioni tematiche,  si muove così in modo sinuoso, evitando frontalità e imponendo una fruizione laterale, progressiva.

Si entra attraverso una sequenza di paesaggi che rimandano alla Valsesia, luogo di origine di Loro Piana, ma ciò che potrebbe scivolare in un immaginario identitario viene trattenuto in una dimensione più sottile. Da qui il discorso si sposta verso i codici: motivi come Belt o Suitcase Stripe, nati da esigenze funzionali, vengono riletti come segni persistenti, capaci di attraversare contesti e scale. La natura affiora poi come matrice operativa: il fiore di cardo, già strumento tecnico prima che simbolo, diventa immagine e metodo insieme; il paisley introduce una torsione più dinamica, una linea che si muove e si trasforma; le composizioni finali abbandonano ogni riferimento figurativo per concentrarsi su superficie e struttura, lasciando che sia la materia a costruire il senso.

Ciò che resta, uscendo è la percezione di un sistema coerente in cui il plaid è mai «solo plaid» quanto un punto di condensazione tra natura e artificio, tra gesto e progetto. Loro Piana evita ogni enfasi e affida tutto a un’asciutta chiarezza operativa in cui l’eccellenza non ha bisogno di dichiararsi. 

Installation view della mostra «Studies, Capitolo I: Sul Plaid». Courtesy of Loro Piana

Installation view della mostra «Studies, Capitolo I: Sul Plaid». Courtesy of Loro Piana

Monica Trigona, 23 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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Loro Piana e il plaid come oggetto di ricerca | Monica Trigona

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