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Redazione
Leggi i suoi articoliL’American Academy in Rome apre una riflessione sul rapporto tra città, ecologia e memoria storica con «Flight Paths», curata da Ilaria Puri Purini. Il progetto affronta le connessioni tra esseri umani, uccelli e ambienti urbani, intrecciando prospettive storiche e contemporanee e attraversando secoli di trasformazioni.
Al centro della narrazione si trova un episodio della storia recente della capitale: nel 1999 oltre mille parrocchetti arrivarono all’aeroporto di Fiumicino in grandi gabbie e furono liberati dalle autorità. Da allora i parrocchetti dal collare rosa (Psittacula krameri) e i parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus) sono entrati a far parte del paesaggio cittadino, popolando i parchi di Roma e rendendo visibili le questioni legate alla convivenza tra specie e ai processi di adattamento.
La mostra utilizza questo caso per interrogare la nozione contemporanea di specie «aliene» o «invasive», sottolineando come il rapporto tra il Mediterraneo e gli uccelli esotici sia radicato già nell’antichità. Animali simbolo di potere, impero e commercio, questi uccelli circolavano lungo le rotte che collegavano Roma alle geografie afro-asiatiche. Da questa prospettiva, «Flight Paths» propone di leggere la città attraverso gli indicatori offerti dalle specie che la abitano, rivelando fenomeni di urbanizzazione, cambiamento ambientale e trasformazione sociale.
Il percorso espositivo collega epoche e linguaggi: reperti, mosaici e oggetti provenienti dal Museo Nazionale Romano dialogano con opere contemporanee firmate da artisti e architetti internazionali, tra cui Alvin Curran, Joan Jonas, Ana Mendieta, Laura Owens, Studio Gang, STIMSON, Chioma Ebinama, Robert Zhao Rui e Raqs Media Collective, insieme a una nuova generazione di artisti italiani come Catherine Biocca, Michela De Mattei, Michele Gabriele, Sara Ravelli e Giorgio Orbi. Le opere affrontano tematiche che spaziano da Roma al Nord America, ai Caraibi e al Sud-est asiatico, toccando questioni di popolazione, migrazione ed estinzione.
Attraverso pittura, scultura, suono, video, architettura e materiali d’archivio, la mostra analizza la trasformazione degli habitat in condizioni di stress climatico e scarsità di risorse. Il dialogo interdisciplinare tra arti, scienze e discipline umanistiche mette a confronto risposte religiose, politiche, scientifiche e poetiche alla presenza degli uccelli urbani nel corso del tempo.
L’esperienza espositiva è pensata in modo immersivo e partecipativo, invitando a interrogarsi su temi urgenti: il ruolo degli uccelli come indicatori dei cambiamenti climatici, l’adattamento delle città a nuove specie, la possibilità che specie definite invasive contribuiscano alla nascita di ecosistemi emergenti e la responsabilità condivisa di artisti, studiosi e scienziati nella definizione di nuove forme di governance e tutela ecologica.
Situata negli spazi sul Gianicolo dell’American Academy, ambiente frequentato da parrocchetti, corvi, rondoni, pettirossi, merli, verdoni e passeri, la mostra si estende oltre le sale espositive nei corridoi verdi circostanti, tra cui Villa Doria Pamphili e Villa Sciarra. In questo contesto l’Accademia organizzerà anche un’esperienza di birdwatching: dalla visita guidata alla mostra si passerà al Bass Garden dell’American Academy in Rome, per concludere con un tour nei giardini di Villa Doria Pamphili, collegando rappresentazione artistica ed ecosistemi viventi.
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