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Una veduta aerea del Complesso del Convento di Sant’Orsola a Firenze

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Una veduta aerea del Complesso del Convento di Sant’Orsola a Firenze

Partiti i lavori di restauro (fase 2) dell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze

Gli interventi iniziano con il consolidamento del parcheggio interrato e la sistemazione delle corti interne. Il costo previsto è di oltre 31 milioni di euro (oltre ai 4 già investiti per il rifacimento di facciate e coperture)

L’ex convento di Sant’Orsola, nel centro di Firenze, si prepara a un «rinascimento». Sono iniziati infatti i lavori di ristrutturazione, per un costo previsto di oltre 31 milioni di euro, che si aggiungono ai 4 milioni già investiti per il rifacimento di facciate e coperture. Gli interventi partono con il consolidamento del parcheggio interrato e la sistemazione delle corti interne: è stato già piantato il primo albero di ulivo, in occasione di una visita della sindaca della Città del Giglio Sara Funaro, insieme all’architetto del progetto di riqualificazione di Artea, Carlo Bandini. Artea, vincitrice del bando, ha ricevuto la gestione per 50 anni dell’immobile dalla Città metropolitana, che ne era proprietaria (il sindaco di un capoluogo di provincia è infatti anche sindaco della Città metropolitana).

Sant’Orsola nasce come monastero, a partire dal XIV e fino all’inizio dell’Ottocento, fino alla soppressione delle compagnie religiose nel 1773 da parte di Leopoldo di Lorena. Nel Novecento diventa Manifattura Tabacchi, poi, con il trasferimento negli anni ’40 della fabbrica in piazza Puccini, viene riadattato a centro di accoglienza per gli esuli Istriani e sfollati, che verrà poi chiuso alla fine degli anni ‘60. Nel 1975 il complesso viene concesso dal Demanio all’Università per un progetto di realizzazione di alloggi e servizi per studenti, poi passa alla Guardia di Finanza e nel 2009 la proprietà viene trasferita dal Demanio alla Provincia, poi Città Metropolitana di Firenze. Nel 2023 nasce il Museo Sant’Orsola, un museo «in cantiere», con aperture temporanee al pubblico.

Secondo le linee guida del progetto, i tre cortili (il Cortile dell’Orologio, il Cortile della Spezieria e il Cortile del Tabacco) e i quattro varchi di accesso da via Guelfa, via di Sant’Orsola, via Taddea saranno pubblici.

«Siamo arrivati concretamente all’inizio della fase due con l’esecuzione degli interventi da parte del privato, che garantiranno funzioni di interesse pubblico nel complesso e contribuiranno alla valorizzazione di questa parte di città, che ha visto anche nei mesi scorsi l’assegnazione dei fondi acquistati e riqualificati dalla Città metropolitana per il rilancio dell’artigianato», ha spiegato Funaro.

Secondo i termini della convenzione, vi sarà l’apertura ufficiale del museo Sant’Orsola, che ormai da tre anni organizza mostre all’interno del complesso immobiliare ancora in trasformazione.

Il progetto prevede inoltre una Scuola superiore di alta formazione, spazi pubblici destinati a sale riunioni e conferenze e spazi per start up per la produzione culturale. Ci sarà poi una foresteria con spazi destinati all’ospitalità esclusivamente dei partecipanti ai corsi, dei fruitori degli spazi e della Scuola di alta formazione, con il divieto di accogliere ospiti diversi. Spazio anche per una Scuola di alta formazione di livello universitario e parauniversitario, dove dovranno essere garantite per ogni anno scolastico tre borse di studio per la frequentazione delle scuole presenti nel complesso. Nell’ex convento è prevista una ludoteca aperta a tutti per sei giorni alla settimana.

Anche il caffè letterario sarà aperto a tutti. Il concessionario realizzerà al suo interno uno spazio da destinare ad emeroteca attrezzata pure per la consultazione online, con libero accesso a tutti. Gli spazi destinati agli atelier artistici dovranno essere concessi dall’operatore in locazione ad artisti e artigiani per la produzione e la vendita. Il Chiostro della Spezieria, con accesso da via Sant’Orsola e da via Taddea, sarà infine destinato alla realizzazione di opere d’arte e prodotti artigianali locali.

Roberto Mercuzio, 18 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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