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Carla Accardi, «Labirinto Barrato (A settori)», 1957
Carla Accardi. Dipinti
Il rally di Carla Accardi (1924-2014) è iniziato subito dopo il covid. Rimasta al palo sino al 2021, in 12 mesi ha avuto un incremento del 50% che poi, con qualche lieve scostamento, si è mantenuto inalterato sino ad oggi. Insomma, un’opera degli anni Ottanta che nel 2010 costava 27mila euro, nel 2021 era ancora al di sotto dei 40mila, mentre nel 2025 viene trattata intorno ai 66mila. Le celebrazioni per il centenario della nascita culminate nel 2024 con l’ampia retrospettiva a Palazzo delle Esposizioni di Roma, hanno consolidato la sua posizione senza tuttavia modificarla sostanzialmente. Il record rimane quello del 20 aprile 2023 quando nell’asta online di Sotheby’s «Labirinto Barrato (A settori)», storica caseina del 1957 di 60,8x159,8 cm con la particolarità di una linea rossa disposta verticalmente, ha cambiato proprietario per 366mila euro. Piuttosto significativa anche l’aggiudicazione top del 2024 dominata da «Integrazione n. 9» del 1959 di 130,4x145,2 cm: 317mila euro. Sebbene le previsioni fossero più elevate, il prezzo è comunque superiore del 200% rispetto a 10 anni fa quando non sarebbe andato oltre i 100mila. Per il prossimo futuro ci si attende un mercato stabile.


Piero Dorazio, «Jeux d’Air»
Piero Dorazio. Reticoli
I «Reticoli» di Piero Dorazio (1927-2005) hanno battuto la Borsa italiana nonostante la flessione degli ultimi 2 anni del 24%. Un calo fisiologico per un mercato che si sta riassestando dopo la crescita esponenziale del 2021-22 con valori pressoché raddoppiati. A lanciare la volata è stato «Visita di Venere» del 1962 (196x149 cm) che l’8 giugno 2022 nell’asta online di Christie’s è passato da una valutazione di 260-360mila euro a 756mila. Pochi giorni dopo, il 14 giugno sempre da Christie’s, «Troppo segreto» del 1961 (195x114 cm), un altro «Reticolo» blu proveniente dalla collezione Hubert de Givenchy, ha stabilito il record di 819mila euro. Due aggiudicazioni che hanno modificato il listino anche di fronte alla non esaltante performance di «Jeux d’Air» di 116,5x89,7 cm che il 12 aprile 2024 da Sotheby’s a Milano è stato pagato 406mila euro, il 93% in più rispetto al 2008. Il mercato è destinato a consolidarsi anche grazie alla rigorosa attività dell’Archivio Dorazio che ha preannunciato l’uscita del catalogo ragionato di dipinti e sculture a cura di Francesco Tedeschi. Molte le iniziative previste per il 2027, centenario della nascita, tra cui una retrospettiva alla Gnamc di Roma.


Giulio Turcato, «Comizio», 1948
Giulio Turcato. Dipinti
Giulio Turcato (1912-1995) è il più sottovalutato tra gli artisti dell’astratto-informale. Estroso, imprevedibile, sperimentale, sin dagli anni ’50 ha utilizzato materiali come la gommapiuma e la sabbia anticipando taluni esiti delle post-avanguardie. Malgrado ciò, il mercato non lo ha mai difeso, preoccupato per la presenza di falsi e per una produzione eccessiva, non sempre di qualità. Attualmente i valori sono così bassi che vale la pena approfittarne concentrandosi in particolare sulle opere storiche che in termini assoluti costano meno di 15 anni fa. Globalmente, dal 2010 i prezzi hanno avuto una contrazione del 66%. Non stupisce dunque che a guidare la classifica sia ancora un dipinto venduto da Christie’s a Milano il 28 novembre 2006, «Grande reticolo» del 1957 (260x159 cm) pagato 252mila euro. Dal 2007 in asta nessuna sua opera è andata oltre i 150mila euro, con un andamento instabile: il 16 novembre 2021 da Christie’s a Milano «Comizio» del 1950 (74x60 cm) ha cambiato proprietario per 150mila euro. Tre anni dopo, da Farsetti a Prato il 29 novembre 2024, un altro «Comizio» del 1948 delle medesime dimensioni ha dovuto accontentarsi di chiudere la gara a 93mila.

Le analisi e i dati sono curati da Roberto Capitanio in esclusiva per «il Giornale dell’Arte».
Attenzione. Gli indici mettono a confronto l’andamento degli artisti negli ultimi 15 anni rispetto a un particolare segmento del loro mercato (viene calcolata la media dei valori considerando i risultati delle case d’asta italiane e internazionali) con l’oro, la Borsa italiana (Ftse Mib) e la Borsa americana (Standard & Poor’s 500).
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