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Il mosaico, rinvenuto ad Aspendos, che raffigura il «Giovane Eurimedonte»

Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo

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Il mosaico, rinvenuto ad Aspendos, che raffigura il «Giovane Eurimedonte»

Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo

Rinvenuto ad Aspendos, in Turchia, un mosaico del III secolo d.C. raffigurante il «Giovane Eurimedonte»

Si trova in quello che originariamente doveva essere un ninfeo, o una piscina. È un raro caso di rappresentazione di una divinità fluviale, realizzata con una serie di elementi iconografici che ne rafforzano il significato

Vittorio Bertello

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L’équipe di archeologi che sta scavando per conto del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’antica città di Aspendos, situata nella provincia di Antalya, ha portato alla luce un mosaico pavimentale del III secolo d.C. raffigurante il dio fluviale Eurimedonte, la cui iconografia presenta pochissimi esempi documentati nel mondo antico. Il ritrovamento è avvenuto nella parte orientale della cosiddetta Via del Teatro (che collega l’acropoli della città al suo teatro), precisamente nell’area compresa tra questa strada e le mura orientali della città. In quel punto, gli archeologi hanno portato alla luce una struttura architettonica larga circa sei metri e lunga venticinque, caratterizzata da un pavimento a mosaico.

Le congetture iniziali ipotizzano che questo edificio fosse stato originariamente costruito come piscina o ninfeo all’inizio del III secolo d.C. Di questa fase iniziale si conserva la sezione di mosaico riportata alla luce, che misura circa sei metri di lunghezza per sette metri e mezzo di larghezza, sebbene i responsabili dello scavo abbiano già confermato che la superficie del mosaico prosegue nelle aree del complesso non ancora scavate.

Il mosaico ritrovato è suddiviso in due sezioni distinte. La prima presenta una decorazione geometrica che introduce alla seconda, in cui si svolge la scena figurativa principale. Al centro di questa composizione compare il dio del fiume Eurimedonte, il corso d’acqua che attraversava il territorio di Aspendos e che costituiva la spina dorsale della sua economia e del suo paesaggio. Accanto alla figura, identificata dagli esperti dello scavo come il «Giovane Eurimedonte», gli autori dell’opera inserirono una serie di elementi iconografici che ne rafforzavano il significato: foglie di canna che incoronano il dio (che ne tiene alcune in una mano mentre si appoggia a un’anfora da cui sgorga acqua, simbolo di fertilità) e pesci che nuotano in direzione opposta ai lati della scena. Questa composizione da una parte dà alla rappresentazione un particolare dinamismo, dall’altra costituisce un’allegoria del rapporto tra il fiume, la natura e la vita che dipendeva dalle sue acque.

Il ministro turco della Cultura e del Turismo Mehmet Ersoy, che ha condiviso la notizia sui social media, ha sottolineato l’importanza scientifica della scoperta. «Negli scavi che stiamo conducendo ad Aspendos, abbiamo portato alla luce un importante ritrovamento che farà luce sull’arte musiva nell’Anatolia romana», ha affermato. L’unicità del mosaico di Aspendos risiede, tuttavia, nella sua iconografia. Le raffigurazioni di divinità fluviali nell’arte musiva romana sono estremamente rare, e ogni nuovo esempio documentato fornisce informazioni preziose per comprendere le convenzioni artistiche e le credenze religiose delle comunità che le commissionarono.

La scoperta arriva in un momento di intensa attività archeologica nel sito di Aspendos, che il Ministero della Cultura turco ha indicato come uno dei punti prioritari della propria politica di valorizzazione del patrimonio storico. Precedenti interventi nella Via del Teatro avevano già portato alla luce reperti interessanti, ma nessuno con la rilevanza artistica e scientifica di questo mosaico.

Le autorità hanno annunciato che i lavori proseguiranno nelle prossime campagne per completare lo scavo della struttura del mosaico e determinarne l’estensione esatta, nonché i possibili collegamenti funzionali con altri spazi pubblici dell’antica città. L’opera sarà sottoposta a processi di conservazione e restauro prima che venga decisa la sua collocazione definitiva.

Vittorio Bertello, 29 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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Rinvenuto ad Aspendos, in Turchia, un mosaico del III secolo d.C. raffigurante il «Giovane Eurimedonte» | Vittorio Bertello

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