Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliÈ dal 1901, anno in cui venne scoperta al largo delle coste greche presso l’omonima isola, che la cosiddetta «Macchina di Anticitera» fa parlare di sé. Alcuni la definiscono «il più antico computer analogico conosciuto al mondo». Si presentava originariamente come un planetario e orologio astronomico mosso da ruote dentate che calcolava il sorgere del Sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti conosciuti nell’antichità (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno), equinozi, mesi, giorni della settimana e, pare, anche le date dei Giochi Olimpici. Venne trovata tra i resti di un naufragio avvenuto nel secondo quarto del I secolo a.C. Attualmente la macchina è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Atene.
Ora un recente studio condotto da due ricercatori dell’Università Nazionale di Mar del Plata in Argentina, Esteban Szigety e Gustavo Arenas, mette in discussione l’efficacia del dispositivo. I due studiosi hanno messo a punto al computer una simulazione in 3D dei meccanismi, basata su precisi modelli, che rivela un sistema di ingranaggi troppo impreciso per funzionare correttamente. Il meccanismo, sostiene lo studio, si inceppava in quasi il 90% dei casi.
A che cosa era dovuta quest’impasse? Soprattutto alla forma triangolare dei denti dell’ingranaggio e a disomogeneità nelle spaziature delle ruote dentate. Questi errori erano sufficienti a far saltare gli ingranaggi e a far andare il tutto fuori uso.
I due esperti però mettono le mani avanti e suggeriscono che gli stessi modelli digitali della macchina, basati su frammenti corrosi da secoli di immersione, potrebbero essere difettosi. Una lettura errata dei denti o una ricostruzione parziale potrebbero spiegare i malfunzionamenti osservati dal modello digitale. «È improbabile che qualcuno si sia preso la briga di costruire un dispositivo così complesso ma non funzionante», affermano i due ricercatori.
Altri articoli dell'autore
In questi stessi giorni il personale del Museo d’arte Regionale di Kherson, in Ucraina, ha identificato un dipinto dell’artista Nina Marchenko, rubato dal museo, che ora pare si trovi nel Museo centrale di Tavrida, in Crimea
La storia dell’attività archeologica in questo centro del Salernitano inizia a partire dagli anni Venti del XX secolo. Nel 1938 vi fu ritrovata una tomba principesca, con un ricco corredo sepolcrale, ora al Museo archeologico provinciale di Salerno
Era figlia di uno dei massimi esperti di libri antichi, Pierre Berès, e di Huguette, mercante specializzata in stampe giapponesi e pittura Nabis. Nel 2019 era stata eletta presidentessa (prima donna a rivestire questa carica) del Syndicat National des Antiquaires
Situata nel Sud del Libano, a una novantina di chilometri da Beirut e a una ventina dal confine con Israele, è una delle città più antiche del mondo mediterraneo. «È un sito civile, un sito iscritto nel Patrimonio Mondiale, non un sito militare», dice il direttore dei siti Ali Badaoui



