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Imaging Ma-Xrf in tecnologia «real-time» della «Flagellazione» di Caravaggio presso il Museo di Capodimonte (Napoli)

© Cnr-Ispc

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Imaging Ma-Xrf in tecnologia «real-time» della «Flagellazione» di Caravaggio presso il Museo di Capodimonte (Napoli)

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Siglato un accordo tra MiC, Cnr e E-Rihs per il futuro digitale del patrimonio culturale

Hanno firmato il protocollo la Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’European Research Infrastructure for Heritage Science

È stato siglato un accordo strategico che vede unire le forze della Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura (Dgdc-MiC), del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (Cnr-Ispc) e dell’European Research Infrastructure for Heritage Science, European Research Infrastructure Consortium (E-Rihs-Eric), con l’obiettivo di avviare un programma congiunto di collaborazione finalizzato al potenziamento e alla valorizzazione di strumenti, infrastrutture, metodologie e processi collaborativi nel campo del patrimonio culturale.

L’accordo segna un passo determinante verso il rafforzamento delle sinergie tra infrastrutture di ricerca europee, enti di ricerca nazionali e istituzioni pubbliche, in linea con le priorità nazionali ed europee per la transizione digitale del settore culturale.

Il cuore dell’intesa punta a rivoluzionare il modo in cui studiamo e conserviamo il nostro patrimonio, grazie a cinque pilastri fondamentali: • Sistemi che «parlano» la stessa lingua. L’obiettivo è far dialogare tra loro i sistemi informatici del Ministero con le infrastrutture digitali dei laboratori di ricerca. In questo modo, le informazioni scientifiche, dalla diagnostica ai restauri, saranno accessibili, condivisibili e pienamente utilizzabili per la conoscenza, tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. • Intelligenza Artificiale per il patrimonio culturale. Verranno creati strumenti digitali avanzati e soluzioni basate sull’IA per valorizzare meglio i dati della ricerca. Immaginate interfacce intuitive capaci di aiutare gli esperti a monitorare lo stato di salute di una statua o di un dipinto in tempo reale. • L’Italia protagonista in Europa. Grazie a questa intesa, il nostro Paese coordinerà le proprie azioni con i grandi progetti europei. Parteciperemo insieme a bandi internazionali per portare più risorse e competenze nel settore dei beni culturali. • Formare i professionisti. La tecnologia corre veloce e servono nuove competenze. Per questo, nasceranno programmi formativi innovativi per creare una nuova generazione di esperti in grado di utilizzare strumenti e metodologie digitali per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale. • Scienza aperta e per tutti. La ricerca non deve essere per pochi. Le parti useranno l’IA per rendere i risultati degli studi accessibili in molte lingue e coinvolgeranno i cittadini in progetti di «scienza partecipata», rendendo il patrimonio culturale davvero inclusivo.

L'accordo è stato firmato da Andrea De Pasquale (direttore generale Dgdc-MiC), Costanza Miliani (direttrice ad interim Cnr-Ispc) e Vania Virgili (direttrice generale E-Rihs-Eric) e avrà una durata iniziale di tre anni. Per garantire un efficace coordinamento, un comitato dedicato si riunirà regolarmente per pianificare le attività e monitorare i risultati.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle strategie nazionali ed europee per la costruzione di un ecosistema digitale connesso, contribuendo allo sviluppo di infrastrutture come il Common European Data Space for Cultural Heritage (Data Space), l’European Collaborative Cloud for Cultural Heritage (Eccch) e l’European Open Science Cloud (Eosc) e promuovendo l’integrazione tra piattaforme, dati e infrastrutture per rafforzare interoperabilità e accessibilità del patrimonio culturale.

 

Redazione, 16 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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