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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliLa ricerca artistica esce dagli spazi canonici e si diffonde per la città. Torino avvia il percorso verso ARWE - Art Research World Expo 2026, rassegna internazionale dedicata alla ricerca artistica e alla formazione nelle arti, con un calendario di iniziative diffuse che, già da marzo, anticipano temi e formati della manifestazione prevista dal 25 al 30 maggio. Promossa dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, e guidata dal suo direttore Salvo Bitonti, l’Expo ambisce a mettere in rete ricerca, didattica e cooperazione internazionale, coinvolgendo istituzioni e artisti da oltre 30 Paesi.
ARWE si struttura attorno a tre direttrici tematiche, «Saving the World», «Connecting Cultures», «Empowering and Connecting People», che orientano sia il programma di anteprima sia l’Expo di maggio. Non si tratta di formule astratte, ma di ambiti di lavoro che attraversano le pratiche artistiche contemporanee, dal rapporto tra arte ed ecologia alle dinamiche interculturali, fino al ruolo sociale della formazione e delle comunità creative. Workshop, mostre e momenti di confronto riflettono queste traiettorie, mettendo in relazione sostenibilità, collaborazione internazionale e nuove modalità di produzione e condivisione del sapere.
Il progetto, sostenuto da fondi PNRR per l’internazionalizzazione dell’alta formazione artistica, si inserisce in un percorso più ampio che collega accademie, università e conservatori. A maggio il programma si articolerà tra mostre, performance, conferenze e spettacoli ospitati in alcuni dei principali poli culturali cittadini, tra cui le Residenze Reali Sabaude, il Museo Egizio e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Al centro ci sarà la presentazione dei progetti di ricerca artistica italiani e internazionali, affiancata da premi, pubblicazioni e momenti di confronto. In attesa dell’Expo, il calendario di marzo propone una serie di appuntamenti che entrano nel merito delle pratiche contemporanee, tra formazione, sperimentazione e arte pubblica, offrendo un primo sguardo operativo sui temi della manifestazione.
Salvo Bitonti, Direttore Accademia Albertina
Si parte con due workshop rivolti agli studenti, il primo in Accademia Albertina, il secondo al Polo della Scenografia. «Hacking Tools for Concept Artists» introduce ai processi della concept art con un percorso progressivo che va dalle esercitazioni rapide alla costruzione di ambienti complessi, mettendo a fuoco strumenti oggi centrali nelle industrie creative digitali. «Stop Motion Animation» propone invece un’esperienza immersiva nella produzione cinematografica artigianale, con un lavoro collettivo che attraversa tutte le fasi di realizzazione di un cortometraggio, dalla progettazione allo sviluppo visivo fino al montaggio.
Il 16 marzo, il PAV Parco Arte Vivente ospita la mostra «In Between Places You Can Find Me», progetto curatoriale di Franko B. L’esposizione riunisce ricerche tra installazione e performance che affrontano i rapporti tra umano, ambiente e trasformazioni sociali, in dialogo con uno spazio dedicato alla relazione tra arte e natura. Il 18 marzo è dedicato alla presentazione del volume «R-ESISTENZE», raccolta di contributi di artisti e studiosi su temi legati all’etica, all’ambiente e ai diritti. L’incontro all'Accademia Albertina si configura come momento di confronto tra pratiche artistiche e ricerca accademica, offrendo una chiave di lettura dei contenuti che attraverseranno l’Expo.
«In between places you can find me»
Spazio anche al dialogo interculturale con «L’arte del Kathakali», iniziativa dedicata alla tradizione performativa del Kerala che porterà a Torino il maestro Sri Pradeep Kalamandalam. Il programma combina introduzione teorica e lavoro pratico, approfondendo tecniche corporee e codici espressivi, fino a una dimostrazione pubblica finale (da definire). Il 22 marzo l’attenzione si sposta nello spazio urbano, in Via Paolo Sacchi, con «Filo Rosso per Arte in Transito», azione performativa partecipata che coinvolge studenti dell’Accademia e del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Il progetto si inserisce in un processo di rigenerazione di via Sacchi e utilizza la performance per attivare il rapporto tra arte e contesto urbano, attraverso interventi site-specific accompagnati da una composizione originale.
Chiude il mese, il 28 marzo, «VIRAL / VOCAL / VIRTUAL», all’Unione Culturale Franco Antonicelli, una giornata dedicata alle relazioni tra voce, tecnologie digitali e narrazione contemporanea. Workshop, installazioni e performance costruiscono un ambiente aperto in cui il pubblico può sperimentare forme di comunicazione ibride tra dimensione fisica e virtuale.
Il ciclo di anteprime costruisce così un primo livello di confronto tra ricerca, didattica e produzione artistica e anticipa i contenuti che troveranno pieno sviluppo a maggio, quando ARWE entrerà nel vivo con un programma ampliato e una partecipazione internazionale strutturata. Torino si propone così come punto di osservazione sulle trasformazioni della ricerca artistica contemporanea e sul ruolo della formazione nel dialogo tra culture e discipline.
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