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La Treasure House Fair si svolgerà al Royal Hospital Chelsea, Londra, dal 24 al 30 giugno

Courtesy of Treasure House Fair

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La Treasure House Fair si svolgerà al Royal Hospital Chelsea, Londra, dal 24 al 30 giugno

Courtesy of Treasure House Fair

Treasure House Fair: più festival che fiera

Dal mammut preistorico ai disegni lunari di Galileo, dai tesori di Versailles al Surrealismo britannico, quest'estate la capitale britannica torna a celebrare, per la quarta volta, l’arte e il collezionismo attraverso i secoli

Monica Trigona

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L’estate londinese ha i suoi riti irrinunciabili. Accanto agli appuntamenti mondani di Ascot, Wimbledon e del Chelsea Flower Show, c’è un evento che negli ultimi anni si è imposto come uno dei momenti più attesi dal mondo del collezionismo internazionale: la Treasure House Fair. Dal 24 al 30 giugno, gli storici giardini del Royal Hospital Chelsea torneranno a trasformarsi in un elegante crocevia per collezionisti, curatori, musei e appassionati. Nata nel 2023 dalle ceneri della celebre Masterpiece e ideata da Thomas Woodham-Smith e Harry van der Hoorn, la manifestazione raccoglie l’eredità di una tradizione che affonda le proprie radici nel 1934, anno della fondazione dell’Antique Dealers’ Fair, la prima fiera antiquaria sottoposta a rigorosi controlli di autenticità. Poche manifestazioni al mondo possono vantare un arco cronologico tanto ampio da comprendere una testa di mammut lanoso risalente a circa venticinquemila anni fa, i primi disegni della superficie lunare eseguiti da Galileo Galilei all’inizio del Seicento e una delle immagini più iconiche del Novecento, la celebre fotografia della Terra realizzata dagli astronauti dell’Apollo 8 nel 1968, tre oggetti lontanissimi tra loro che raccontano, ciascuno a suo modo, il desiderio umano di comprendere il mondo, esplorarlo e conservarne la memoria. Accanto a queste rarità, la fiera continua a distinguersi per la qualità delle opere provenienti da importanti gallerie internazionali. Tra i protagonisti assoluti figurano nomi storici dell’antiquariato britannico come Ronald Phillips, punto di riferimento mondiale per il mobile inglese del XVIII secolo, Frank Partridge, Thomas Coulborn & Sons e Fileman Antiques, realtà che da decenni riforniscono collezioni private, fondazioni e musei internazionali. Particolarmente atteso è il ritorno di Mallet & Sons, una delle più antiche e prestigiose aziende antiquarie britanniche, fondata nel XIX secolo e sinonimo di eccellenza nel settore delle arti decorative. Altrettanto significativo il debutto di Peter Harrington, considerato tra i più autorevoli librai antiquari del mondo, la cui specializzazione in prime edizioni, manoscritti e libri rari lo ha reso un interlocutore privilegiato per alcune delle più importanti biblioteche private internazionali.

Eileen Agar, «The Object Lesson» (1940). Courtesy of Southampton City Art Gallery © Estate of Eileen Agar / Bridgeman Images

Il fascino della storia attraversa l’intera manifestazione e trova una delle sue espressioni più suggestive negli oggetti legati alle grandi corti europee. Tra i pezzi destinati ad attirare l’attenzione del pubblico spicca la raffinata cuccia appartenuta al cane prediletto di Marie Antoinette, un oggetto che racconta il gusto e il lusso della Versailles del XVIII secolo con una leggerezza quasi aneddotica. Non meno affascinante è il tavolo realizzato per la camera privata della regina Mary II a Kensington Palace, così come la straordinaria coppia di commodes appartenuta a Madame de Pompadour, valutata intorno ai tre milioni di sterline (esempio dell’altissimo livello raggiunto dall’ebanisteria francese nel Settecento). Se il passato occupa un posto centrale, altrettanto rilevante è l’attenzione riservata all’arte moderna e contemporanea. Richard Green presenterà rare maquettes di Henry Moore realizzate per importanti commissioni monumentali, offrendo uno sguardo privilegiato sul processo creativo del grande scultore britannico. Debutta inoltre The Mayor Gallery, autentica istituzione del mercato londinese fondata nel 1925, che nel corso della sua lunga storia ha promosso alcuni dei principali movimenti artistici del Novecento e che porterà in fiera opere che spaziano dalla Pop Art all’Op Art fino all’Arte Concreta internazionale. Accanto a queste presenze storiche figurano gallerie di assoluto prestigio come MacConnal-Mason, alla quarta generazione familiare, Waddington-Custot, tra le realtà più influenti nel panorama dell’arte moderna e contemporanea, Sladmore Gallery, celebre per la sua specializzazione nella scultura monumentale e animalier, Willow Gallery, punto di riferimento per la pittura europea tra Otto e Novecento, e Douwes Fine Art, una delle più antiche imprese artistiche del mondo, fondata ad Amsterdam nel 1770. Un ruolo di primo piano è riservato anche all’arte britannica del XX e XXI secolo, rappresentata da specialisti come James Hyman, Osborne Samuel, Alan Wheatley, Jenna Burlingham e Winsor Birch. Qua si inserisce anche il progetto espositivo di Christopher Kingzett, che intreccia arte e letteratura attraverso opere legate ad alcune delle figure più influenti della cultura britannica, tra cui David Hockney, Stephen Spender e Somerset Maugham.

Tra gli eventi più significativi dell’edizione 2026 spicca senza dubbio la mostra dedicata ai novant’anni del Surrealismo britannico, organizzata con opere raramente esposte provenienti dalla Southampton City Art Gallery. L’esposizione rende omaggio a uno dei momenti più fertili della storia culturale britannica e rievoca l’atmosfera della Londra degli anni Trenta, quando figure come Roland Penrose, André Breton e Salvador Dalí contribuirono a fare della capitale inglese uno dei principali laboratori dell’avanguardia europea. La contemporaneità trova ulteriore spazio nella mostra «The Present is Female», curata dalla gallerista americana Rhonda Long-Sharp insieme alla figlia Nicole. Il progetto riunisce una selezione di artiste britanniche contemporanee. Negli ultimi anni Treasure House Fair ha inoltre consolidato la propria reputazione nel settore del design, ampliando significativamente la presenza di gallerie specializzate. Grande attesa accompagna il debutto di Rose Uniacke, figura di culto nel mondo dell’interior design internazionale, affiancata da realtà come Foster & Gane, Zigzag Modern e Gallery B.R., capaci di proporre un raffinato dialogo tra design storico, modernismo e contemporaneità. Anche il comparto dedicato alla gioielleria conferma il livello d’eccellenza che caratterizza la manifestazione. Saranno presenti maison storiche come S.J. Phillips e Wartski, quest’ultima nota anche per aver realizzato gioielli destinati alla famiglia reale britannica. Accanto a loro, specialisti come Greens of Cheltenham, Sandra Cronan e la portoghese Rosior offriranno una panoramica sull’evoluzione dell’arte orafa dal Rinascimento ai nostri giorni. Tra i pezzi più affascinanti figurano un raro gioiello funerario dell’epoca shakespeariana, riscoperto dopo oltre quattro secoli, e un prezioso anello del XVI secolo appartenuto a un cavaliere vicino alla corte di Enrico VIII. A completare il percorso interviene la spettacolare Sculpture Walk, che dissemina opere monumentali tra gli spazi della fiera e i giardini del Royal Hospital Chelsea. Curata da Flo Horswell, Wilfrid Wright e Benjamin Brougham, l’esposizione presenterà 35 opere tra cui la nuova installazione di Alex Chinneck, maestro delle illusioni scultoree e architettoniche. La sua monumentale «Bangers and Mash», un pianoforte apparentemente schiacciato sotto una pila di libri ottocenteschi, dialogherà con opere di Eduardo Paolozzi, Elizabeth Frink, Ron Arad, David Breuer-Weil e altri protagonisti della scultura contemporanea.

Cranio di mammut lanoso, 20mila-25mila anni fa, Tardo Pleistocene. © Stone Gallery, The Netherlands

Alex Chinneck (British, b. 1984), Bangers and Mash (2026). Courtesy of Robert Young Antiques. © Photo by Charles Emerson and Alex Chinneck Studio

Monica Trigona, 08 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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