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Il ritrovamento del murale tridimensionale policromo risalente a oltre 3mila anni fa nel sito archeologico di Huaca Yolanda

Photo: Pucp

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Il ritrovamento del murale tridimensionale policromo risalente a oltre 3mila anni fa nel sito archeologico di Huaca Yolanda

Photo: Pucp

Un inaspettato murale policromo è emerso in Perù

Risalente a oltre 3mila anni fa, è stato scoperto a Huaca Yolanda dall’archeologa Ana Cecilia Mauricio: un ritrovamento importante per comprendere le antiche civiltà della costa settentrionale del Paese

«Si tratta di una scoperta inaspettata. Sebbene esistano altri affreschi con decorazioni del Periodo Formativo in luoghi come le valli di Casma, Nepeña e Moche, questo murale scoperto a Huaca Yolanda è piuttosto unico per il disegno quasi tridimensionale e l’iconografia con figure simili a pesci, reti da pesca, stelle e piante. E, cosa importante, è ben conservato». A raccontare all’Agenzia Andina, l’agenzia di stampa ufficiale del governo peruviano, il «sorprendente» ritrovamento è l’archeologa e professoressa Ana Cecilia Mauricio, alla guida del Programa Arqueológico Ecodinámicas Tempranas de Valles de Chao y Santa (Praet) della Pontificia Universidad Católica del Perú (Pucp).

Il dipinto murale policromo risalente a oltre 3mila anni fa è stato scoperto a Huaca Yolanda, un sito archeologico che si trova nel distretto di Chao, nel dipartimento di La Libertad a circa 580 chilometri a nord di Lima. Il Praet è impegnato a Huaca Yolanda dal 2012. «Nell’ambito delle indagini del programma archeologico, abbiamo lavorato su diversi siti. Uno di questi è Huaca Yolanda, su cui avevamo programmato di lavorare, ma il Covid-19 ha cambiato i nostri piani e siamo finalmente riusciti a tornarci quest’anno», ha spiegato l’archeologa, che ha sottolineato come il buono stato di conservazione sia dovuto al fatto che in passato il muro è stato interrato per edificare, come spesso accadeva, un’altra costruzione. La porzione alla luce misura circa quattro metri di lunghezza e un metro e mezzo di altezza. Fa parte dell’interno di un atrio situato nel punto più alto di un tempio a forma di U. «Non abbiamo ancora trovato la base del muro per determinarne la lunghezza totale, ma stimiamo che sia probabilmente di ulteriori due metri», ha osservato. L’archeologa ci tiene a sottolineare come il sito sia fortemente minacciato dai saccheggi e dall’espansione delle colture agricole. Sono state proprio le grandi buche lasciate dai tombaroli a far emergere inaspettatamente il fortunato ritrovamento, importante per comprendere le antiche civiltà della costa settentrionale del Perù.

Le prime indagini nel sito iniziarono nel 1979, condotte da una squadra guidata dall’archeologa e professoressa della Pucp Mercedes Cárdenas. A distanza di oltre quarant’anni, è sempre una donna a guidare il team di Praet: al fianco di Ana Cecilia Mauricio ci sono gli archeologi Renzo Ventura e José Guillén, con gli studenti di archeologia della Pucp e dell’Università di San Diego in California (Stati Uniti).

Redazione, 23 luglio 2025 | © Riproduzione riservata

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