Image

Toma Gerzha, Anya e Ilya, Kolchugino 2021 (particolare) © Toma Gerzha

Image

Toma Gerzha, Anya e Ilya, Kolchugino 2021 (particolare) © Toma Gerzha

Vent’anni di Fotografia Europea

Dieci mostre, tra collettive e personali, più i tanti appuntamenti del circuito off celebrano due decenni di festival e raccontano il mondo visto e vissuto dalla nuova generazione

Image

Jenny Dogliani

Leggi i suoi articoli

È stata presentata oggi a Reggio Emilia la 20ma edizione di Fotografia Europea, che si svolgerà, come di consueto, nei Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Palazzo dei Musei, Biblioteca Panizzi, Spazio Gerra, più altri spazi della città emiliana dal 24 al 27 aprile. Ormai riconosciuto tra i più importanti festival europei dedicati all’immagine, si avvale della direzione artistica di Tim Clark, Walter Guadagnini e Luce Lebart e ha come tema «Avere vent’anni». L’intento non è solo quello di celebrare i due decenni del festival, ma anche la generazione z, ovvero i ventenni di oggi e il loro modo di guardare il mondo. «Anche per quest’anno Fotografia Europea si mantiene fedele alla funzione di impegno civile a cui si è votata. Le mostre che offre esplorano, interpretano e raccontano “giovani in lotta”: contro la guerra, le tradizioni, le proprie paure e incertezze. Raccontano storie di forza, di energia, di fantasia, di progetti e di stratagemmi, di resistenza e di idee, di fatti agiti nell’intenzione di non lasciare le cose come stanno», hanno spiegato in conferenza stampa Marco Massari e Marco Mietto, Sindaco e Assessore alla cultura del Comune di Reggio Emilia. Organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, il festival è anche un grande vettore per la crescita culturale ed economica, basti pensare che secondo i dati divulgati dalle istituzioni pubbliche ogni euro investito ne genera 4. 

Daido Moriyama, Kanagawa, 1967. From A Hunter. © Daido Moriyama/Daido Moriyama Photo Foundation

Michal Solarski & Tomasz Liboska, from Cut It Short, published by Kehrer, 2021, © Michal Solarski & Tomasz Liboska

Tra le dieci mostre che compongono la kermesse c’è, come di tradizione, l’antologica dedicata a un grande maestro del Novecento, che quest’anno è il fotografo di origine giapponese Daido Moriyama, in mostra nei Chiostri di San Pietro. Ventenne nel 1958, Moriyama ha prodotto una dei suoi primi lavori importanti alla fine degli anni Sessanta, quando ha raccontato il ’68 in Giappone, un momento cruciale in cui per la prima volta i ventenni sono diventati protagonisti della storia politica. Il percorso raccoglie alcuni dei suoi scatti più iconici, insieme a libri e riviste. Stessa sede per il fotografo britannico Andy Sewell, di cui è esposto il progetto «Slowly and Then All at Once», che racconta movimenti e forme di protesta legate al cambiamento climatico, alle diseguaglianze sociali e alle crisi politiche. La fragilità e i dubbi dell’adolescenza sono invece il soggetto degli scatti di Claudio Majorana, che ritrae giovani ragazzi, in bianco e nero sullo sfondo di scorci di Vilnius, restituendo l’animo di una generazione al di là delle grandi storie e dei grandi eventi. Ghazal Golshiri, giornalista iraniana, e Marie Sumalla, photo editor francese di «Le Monde», raccontano insieme la rivolta del popolo iraniano scoppiata dopo la tragica morte di Mahsa Amini il 16 settembre 2022. Sono solo alcune delle mostre proposte nei Chiostri di San Pietro, da vedere insieme a quelle allestite a Palazzo da Mosto, dove trovano spazio la committenza di Fotografia Europea (di federica Sasso), la mostra dedicata ai libri fotografici (curata da Francesco Colombelli e dedicata all’adolescenza), i due progetti vincitori della Open Call (del collettivo TerraProject e di Matylda Niżegorodcew), la collettiva dello Speciale Dicottoventicinque e di WeWorld e una mostra in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut. A Palazzo dei Musei, invece, la mostra «Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia», che parte dalle lezioni di fotografia che Luigi Ghirri tiene all’Università del Progetto di Reggio Emilia fra il 1989 e il 1990. Stessa sede la 12ma edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, l’open call promossa dal Comune di Reggio Emilia, in partnership con alcuni festival internazionali, dedicata ai fotografi under 35 basati in Italia. E poi ancora, le tante mostre partner che gravitano intorno al festival, la fototeca della Biblioteca Panizzi partecipa con la mostra «Attraverso la luce» di Laura Gasparini. Lo Spazio Gerra con la collettiva «Volpe Laila Slim e gli altri. Resistere a vent’anni», con Alessandro Bartoli, Marco Belletti, Lorenzo Falletti, Alessia Leporati e Andrea Sciascia che riflettono sulla resistenza della Generazione Z. La Collezione Maramotti con una personale di Viviane Sassen e molto altro ancora.

Jenny Dogliani, 26 febbraio 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Appuntamento dal 12 al 27 marzo con sei aste, tre dal vivo e tre online, per una grande varietà di lotti e di stime, dal raro vaso Moon Jar alla Grande onda di Hokusai a mobili, sculture, ceramiche e dipinti di importanti collezioni provate

Un raro Nkisi n’kondi del Congo e una statuetta della Papua Nuova Guinea del capitan Karl Nauer, tra gli 84 manufatti all’asta il 26 febbraio, la prima dell’anno dedicata all’arte etnografica

Trentuno lotti in tutto, sei con stima oltre il milione di sterline. Per la vendita di moderno e contemporaneo del 6 marzo la casa d’aste punta su alcune opere «rare» di grandi artisti

Dopo documenta15, una grande mostra del collettivo palestinese, curata da The Question of Funding, ci porta in uno dei più cruenti teatri di guerra

Vent’anni di Fotografia Europea | Jenny Dogliani

Vent’anni di Fotografia Europea | Jenny Dogliani