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Giusi Diana
Leggi i suoi articoliEra il 2004 quando, in occasione del decennale della prima vendemmia del 1994, l’azienda vitivinicola siciliana Planeta lanciò un progetto di residenza d'artista nomade attraverso le sue tenute, tutte in siti di grande bellezza paesaggistica, tra il lago Arancio, le coste e il vulcano Etna. Un modo per approfondire la conoscenza e lo studio di un territorio unico come quello siciliano, attraverso lo sguardo degli artisti. Un’idea vincente e sempre più replicata, quella del connubio tra arte contemporanea e vino, che colloca l’Italia tra le mete più importanti dell’enoturismo, con storici esempi, come Cà del Bosco in Franciacorta e Ceretto nelle Langhe.
In Sicilia con cadenza biennale, invitati da Planeta, artisti italiani e internazionali compiono un viaggio nell’isola, durante la vendemmia, allestendo in primavera le loro opere, tra i vigneti e le cantine delle diverse tenute che si trovano a Menfi, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo.
Negli anni Planeta ha arricchito la collezione d’arte di famiglia con le installazioni open air e le opere permanenti di «Costellazioni d’Arte», un percorso all’interno della cantina di Buonivini a Noto, dove si produce il Nero d’Avola e il Moscato, tra i mandorleti e i carrubi della tenuta. Qui le opere d’arte, tra gli altri, di Claire Fontaine, Vanessa Beecroft, Petra Feriancová, Ignazio Mortellaro, Emiliano Maggi, Giuseppe Buzzotta e Pietro Ruffo dialogano con la «Cantina Invisibile», un’architettura progettata da Maria Giuseppina Grasso Cannizzo e con il lavoro di Costanza Algranti per «Case Sparse».
Per la decima edizione di «Viaggio in Sicilia», quest’anno la giuria composta da Beatrice Merz, Valentina Bruschi e Vito Planeta (responsabile di Planeta Cultura) ha invitato Monira Al Qadiri. A ottobre, durante il periodo della vendemmia, l’artista del Kuwait è stata accompagnata dalla fotografa Federica Iannuzzi, che ha documentato il viaggio tra il sito archeologico di Selinunte e altri luoghi emblematici dell'isola come il Cretto di Burri a Gibellina, l'Etna, Palazzo dei Normanni, Palazzo Abatellis e il Museo Gemmellaro a Palermo.
Il 23 maggio, nella tenuta dell’Ulmo a Menfi, Monira Al Qadiri presenta l’installazione site-specific «Geologie del tempo/Geologies of Time», frutto della residenza curata da Valentina Bruschi e Vito Planeta, in occasione di un’inaugurazione accompagnata da una performance dell’artista in collaborazione con Flora Pitrolo e da un live set di Philip Kylberg. L’opera di Monira Al Qadiri, ispirata al poeta arabo siculo Ibn Hamdis, concepita come «un’immersione nel tempo profondo, nelle sue memorie geologiche e culturali e nelle trasformazioni che hanno modellato l’identità dell'isola».
«Geologie del tempo» è un intervento pensato per integrarsi stabilmente nel paesaggio, sulle rive del Lago Arancio, alle pendici del bosco de La Segreta dove si trova lo studiolo in memoria di Vito Planeta senior, mancato nel 2023. L’edizione di quest’anno si inserisce nel programma Gibellina 2026 Off, calendario di eventi collaterali promosso nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. In questo quadro si colloca la collaborazione con la Fondazione Merz.
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