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FRANCO BROCCARDI

La riduzione dell’IVA al 5% rende l’Italia uno dei mercati fiscali più competitivi d’Europa per l’acquisto di opere d’arte. Ma la fiscalità non basta a costruire reputazione artistica. L’assenza di italiani dalla Biennale di Venezia 2026 rende visibile una fragilità più profonda: un sistema culturale che investe poco nel contemporaneo, un mercato che preferisce vendere il gusto già validato altrove e un paese in cui il peso del patrimonio storico schiaccia la produzione artistica del presente.

Il mercato dell’arte italiano deve dimostrare di saper crescere, attrarre, competere: la strada è ancora lunga e lastricata di sfide