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ILARIA BERNARDI
Nel 1989 la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts ha unito le forze con la Dia Art Foundation e i Carnegie Museums per fondare il museo a Pittsburgh, in Pennsylvania, donandogli tutto ciò che era stato escluso dalla vendita post mortem dell’artista (più di 8mila opere d’arte e circa 500mila oggetti, tra cui documenti, materiali di lavoro e le «Time Capsules») al fine di costituire la collezione principale
La Fondazione dedicata all’artista opera mutuandone la visione, le prassi operative, la dimensione ambientale e contemplativa
Tra i più significativi archivi consacrati allo studio dell’opera di un artista vivente, ha avviato una più ampia strategia culturale e di promozione, volta a rafforzare il legame tra Richter e la sua città natale
La Fondazione dedicata all’artista concepisce il fondo come uno spazio che mantiene la sua opera esposta al tempo, alla verifica, alla responsabilità del presente
Ma oltre alla sua «vetrina» virtuale, com’è organizzato l’archivio fisico parigino? Al di là della biblioteca, che possiede tutti i libri e le riviste che trattano del lavoro dell’artista francese, include un milione di fotografie delle sue opere, conservate in raccoglitori bianchi, ordinati per anno e numerati
Da questo mese «Il Giornale dell’Arte» dedica un focus agli archivi d’artista e lo affida a Ilaria Bernardi, storica dell’arte e curatrice. Il primo caso guarda alla schedatura delle opere, all’aggiornamento dei dati, alla documentazione e alla ricerca, per un modello di archivio che affianca e integra lo studio dell’artista
Migranti della Salcedo e scene di Kentridge









