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Letizia Riccio
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In principio fu il Museo Nazionale Romano (allora diretto da Stéphan Verger), a credere nel progetto «Arte fuori dal museo», frutto del protocollo d’intesa siglato, nel luglio 2023, dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura con l’associazione non profit LoveItaly e la Federalberghi Lazio: una statua della Dea Roma o Virtus, proveniente dai depositi del Museo alle Terme di Diocleziano, a ottobre del 2024 prese posto nell’Hotel Mediterraneo, a pochi passi dalla Stazione Termini di Roma. Da allora, altre sei opere sono state restaurate e allestite (con la supervisione dei musei di provenienza e a spese della proprietà degli alberghi e di partner privati) all’interno di altrettanti prestigiosi hotel della capitale.
Le prossime esposizioni in programma sono: un Timpano curvilineo di marmo del Parco Archeologico dell’Appia Antica all’Hotel Bernini Bristol (prevista a maggio); statuette di Afrodite e Artemide dal Parco Archeologico di Minturno all’Hotel Canada; vasi etruschi e maschere dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia all’Hotel Locarno; la statua di Venere e la mela di Thorvaldsen dall’Accademia di San Luca all’Hotel Nord Nuova Roma.
A fine aprile, durante l’inaugurazione della Testa di Afrodite Cnidia (copia romana del II secolo d.C. del modello di Prassitele) nell’Albergo Senato, il presidente della Commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone, ha ricordato la legge «Italia in scena», recentemente approvata: «L’articolo 3 è dedicato alla valorizzazione delle opere contenute nei depositi; quindi ciò che finora è stato fatto con lo spirito di “community care” ora è legge. Inoltre nascerà l’anagrafe del beni culturali; e ci saranno elenchi nei quali i privati e le realtà no profit potranno segnalare le opere da valorizzare».
La vicepresidente di LoveItaly, Tracy Roberts, ha spiegato così il progetto «Arte fuori dal museo»: «Siamo presenti in sette hotel di Roma e stiamo lavorando per inaugurare in altri nove; ma la capitale è solo l’inizio. Vogliamo far conoscere anche i musei meno frequentati, grazie a una forma unica di collaborazione fra pubblico, privato e non profit». Mentre Lara Anniboletti, direttrice del Museo Archeologico di Civitavecchia, dal quale proviene la Testa di Afrodite, ha parlato dei lavori di ristrutturazione in corso: «Ora il Museo è chiuso e la Testa, reclinata in posizione meditativa tipica di Prassitele, non era godibile. In questo caso non si tratta di oggetti provenienti dai depositi, ma di un’opera che sarà esposta a lavori ultimati, in autunno. I due piani, che contengono reperti da tutto il Lazio, risalenti a periodi dalla preistoria al Medioevo, raddoppieranno». Ha aggiunto la direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio, Elisabetta Scungio: «Mettere a disposizione le opere porterà i visitatori a conoscere il territorio che rappresentano».
Un’altra recente inaugurazione ha riguardato una Cista in bronzo (contenitore per oggetti da toeletta del IV-III secolo a.C., proveniente da Palestrina e parte della Collezione Castellani) conservata nel deposito del Museo Nazionale Etrusco ed esposta da aprile scorso a Palazzo Dama, nei pressi di Piazza del Popolo. La direttrice dell’Etru, Luana Toniolo, ha commentato la seconda esperienza del Museo Etrusco, dopo la collocazione di un’altra cista bronzea e di una balsamiera all’interno dell’Hotel Dom, in via Giulia: «Le nostre opere giacevano nei depositi, spiega Toniolo, e sono state restaurate grazie all’accordo; aiuteranno coloro che passano in questi hotel a venire a trovarci».
Cista in bronzo, IV-III secolo a.C., proveniente da Palestrina, Collezione Castellani, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: ora è esposta a Palazzo Dama a Roma
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