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Daria Berro
Leggi i suoi articoli1.601.732: sono i visitatori che nel 2025 hanno varcato la soglia della sede principale del Museo Reina Sofía di Madrid, 65mila in più rispetto al 2024, un incremento del 4,2%. Ma nel 2026 potranno essere ancora di più, è l'auspicio del direttore Manuel Segade: a febbraio aprirà il quarto piano dell’edificio Sabatini, in cui sarà presentata la collezione di arte, soprattutto spagnola, dalla Transizione dalla dittatura franchista alla democrazia fino ai giorni nostri, con artisti nati dagli anni ’70 agli anni ’90. Entro l’estate, poi, riaprirà il Palacio de Velázquez, una delle due sedi, insieme al Palacio de Cristal, nel Parque del Retiro, adibite alle mostre temporanee del Museo e chiuse per lavori rispettivamente dal 2023 e dal 2024. In crescita anche gli introiti derivanti dai biglietti d'ingresso, che sfiorano gli 8 milioni di euro (7.855.677), con un +3,4% in più rispetto al 2024.
Il Reina Sofía nel 2025 ha acquisito la serie completa di «Herbarium» (1985) di Joan Fontcuberta: un erbario di «pseudopiante», secondo la definizione del fotografo, che a dati reali aggiunge caratteristiche inventate
Nel 2025, il Museo Reina Sofía ha arricchito le proprie collezioni con un totale di 404 opere di artisti spagnoli quali Maruja Mallo, Soledad Sevilla, Juan Genovés, Isidoro Valcárcel Medina, Delhy Tejero, Isaac Díaz Pardo, Esther Boix, Salvador Dalí, Joan Fontcuberta, Victoria Civera, Darío Villalba, Manuela Ballester, Pablo Gargallo, Ángela de la Cruz, e artisti stranieri quali Judy Chicago, Giuseppe Campuzano, Marta Minujín o l'artista emergente palestinese Lara Salous, tra gli altri. Nel corso dell’anno sono giunte donazioni per un valore di oltre 3milioni di euro e la Fundación Museo Reina Sofía ha depositato nel Museo opere per un valore di 4,6 milioni di euro. Le acquisizioni hanno riguardato opere di artisti che non erano ancora rappresentati nella collezione, o lo erano in modo insufficiente, e opere in grado di instaurare un dialogo con altre già presenti nel Museo, privilegiando il lavoro di artisti impegnati nelle lotte l'uguaglianza di genere, razziale o culturale. Quasi il 60% dei 3 milioni di euro investiti dal Reina Sofía e dal Ministero della Cultura iberico è stato dedicato all’acquisto di opere di artiste.
Spicca, tra i tanti, l’acquisizione, per 570mila euro, di «Verbena de Pascua», un’opera del 1927 di Maruja Mallo che l'artista aveva venduto durante il suo esilio in Argentina e che torna così in Spagna, in una collezione nazionale. Il dipinto è inserito nella tappa madrilena della mostra, in corso fino al 16 marzo, dedicata all’artista galiziana, figura di spicco della Generazione del ’27.
Maruja Mallo, «Verbena de Pascua», 1927
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