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Jacopo Palma il Vecchio, «Madonna con bambino, Tobia e angeo», 1480 circa

Courtesy di Christie's

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Jacopo Palma il Vecchio, «Madonna con bambino, Tobia e angeo», 1480 circa

Courtesy di Christie's

Appuntamenti in asta da non perdere a luglio

Redattori, corrispondenti, collaboratori e lettori di «Il Giornale dell’Arte» sono i nostri esploratori, gli investigatori di occasioni, eccezioni e stranezze che ogni mese il mercato internazionale dell’arte continua a offrirci

Un nuovo Jacopo Palma il Vecchio

Quest’opera di Jacopo Palma il Vecchio (riconosciuta come tale da Antonio Mazzotta) è passato l’1 luglio a Londra da Christie’s (lotto 153) a una stima di 40-60mila sterline. Ciò che forse non consideriamo a sufficienza è che le testimonianze figurative dell’età dell’oro del Rinascimento veneziano sono sempre più rare; quindi, quando appare un’opera del genere bisognerebbe alzare le antenne. La stima, immagino, sconti il fatto che sia un trasporto da tavola a tela ma, almeno a prima vista, lo stato di conservazione sembra buono.
[Simone Facchinetti]

Giovanni Battista Foggini, «Apollo e Dafne», 1725. Courtesy di Sothesby's

Riappaiono i marmi perduti di Foggini

Sinuose forme emergono dalla lastra di marmo, leggere, spumose, vibranti sulla superficie. La pelle nuda, bianca, delicatissima di Dafne si sta trasformando in vegetale, Apollo le afferra i lunghi capelli, invano. La scena dinamica, colma di tragica passione, è bilanciata dalla raffigurazione della posa eloquente della Samaritana al pozzo davanti a Cristo, il cui volto sprigiona la calma e bellezza divina. Entrambe le scene sono incorniciate da un ricamo di vegetazione, che rende preziosa la resa. I due bassorilievi si trovavano nello studio del primo scultore e architetto della corte medicea Giovanni Battista Foggini (1652-1725), quando colpiscono l’occhio del biografo Francesco Saverio Baldinucci: «Queste grandi opere che per altri sovente andava facendo non gli tolsero giammai il tempo di farne anche di bronzo e di marmo molte altre [...] Fra le molte vi furono [...] due bassirilievi simili in uno de quali vi espresse l’Immagine del Redentore, colla Samaritana, e nell’altro Apollo e Dafne» (Vite di artisti dei secoli XVII-XVIII: prima edizione integrale del codice palatino 565 [ms. ca 1725–30], a cura di A. Matteoli, Roma 1975). Se ne persero le tracce fino ad oggi, custodite nella dimora scozzese della famiglia Drummond Moray, che le acquistò nel 1804-14. La scoperta di un gioiello suscita sempre un brivido di emozione. La coppia è stata battuta nella Evening Sale di Sotheby’s a Londra l’1 luglio con la stima di 600mila-1 milione di sterline.
[Carolina Trupiano Kowalczyk]

Joseph Mallord William Turner, «The Lauerzersee with the Ruins of Schwanau and the Mythen, Switzerland», 1843. Courtesy di Christie's

Fascino crepuscolare su carta

Il Lago di Lauerz e la doppia cima del Monte Mythen sullo sfondo, in primo piano l’Isola di Schwanau e le rovine di un castello. Il profilo diafano di un campanile in lontananza, forse l’Alte Kapelle di Seewen. Velature d’oro e d’azzurro che abbracciano il paesaggio, e la luna che affiora sulle cime, «eppure non è ancora notte», annotava Lord Byron, e «il tramonto divide il giorno con lei». Christie’s mette all’asta un capolavoro su carta di Joseph Mallord William Turner, un raro acquarello ancora in mani private, tra i più evocativi realizzati durante i suoi viaggi in Svizzera. È il lotto di punta di Lines of Vision: Celebrating 20 Years of Stephen Ongpin Fine Art, il 2 luglio a Londra. Stima 400mila-600mila sterline.
[Erica Roccella]

Lucio Fontana, «Rilievo per la facciata della chiesta parrocchiale dell'Assunta ai Piani di Celle Ligure», 1958. Courtesy di Wannenes

Dalla chiesa al mercato

Tra i lotti destinati a catalizzare l’attenzione durante l’asta di arte moderna e contemporanea che Wannenes tiene a Milano il 2 luglio, spicca il rilievo in terracotta realizzato nel 1958 da Lucio Fontana per la facciata della chiesa parrocchiale dell’Assunta ai Piani di Celle Ligure (Sv). Documentata nei cataloghi generali curati da Enrico Crispolti, l’opera appartiene a una stagione cruciale della ricerca fontaniana e restituisce con particolare evidenza la tensione sperimentale che anima la sua indagine sulla forma e sullo spazio. Rara per provenienza e destinazione originaria, testimonia il dialogo tra arte e architettura che attraversa una parte significativa della produzione dell’artista. Con una stima di 80mila-120mila euro, il rilievo si candida a essere uno dei protagonisti della vendita.
[Monica Trigona]

Maestro dell'Apocalisse di Liegi, manoscritto, 1300 circa. Courtesy di Christie's

Il medioevo di re Artù vive a Londra

Battaglie contro i draghi, incantesimi e amor cortese sono fra gli ingredienti che hanno reso celebri le avventure narrate dal ciclo arturiano «della Vulgata». Della saga medievale che intreccia le vicende di Lancillotto e Ginevra, di mago Merlino e la ricerca del mitico Santo Graal sono note solo sette copie manoscritte complete di cui tre in mani private. Una di queste ultime rappresenta il lotto di punta dell’asta di libri allestita da Christie’s a Londra l’8 luglio. Numerosi gli elementi di preziosità dell’opera, proposta con una stima di 1,5-2 milioni di sterline. Oltre alla rarità e all’ottimo stato di conservazione, il manoscritto in francese realizzato a Metz, in Lorena, intorno al 1300, vanta 126 raffinate miniature attribuite al Maestro dell’Apocalisse di Liegi che fece un ampio uso della foglia d’oro. È nota, inoltre, un’illustre serie di proprietari del volume fra cavalieri, cardinali, conti (de Clermont et de Tonnerre), bibliofili (Sir Thomas Philipps of Middle Hill) e appassionati collezionisti, come l’industriale francese Jean Lebaudy. Chi sarà il prossimo?
[Elena Correggia]

Autori vari, 02 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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