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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliProveniva da Smirne (l’attuale Izmir) la testa marmorea raffigurante un uomo barbuto, databile al V secolo a.C., restituita dal Denver Art Museum alla Turchia. È l’ultima in ordine cronologico di una lunga serie di restituzioni ottenute presso i musei di tutto il mondo dal Paese della Mezzaluna, che con una continua campagna di informazione mira a recuperare il proprio patrimonio culturale.
Situata sulla costa egea della Turchia, la città è tra i più antichi porti marittimi e centri commerciali del mondo ad essere stati abitati ininterrottamente, una particolarità che l’ha resa anche sede frequente di scavi archeologici e, inevitabilmente, bersaglio del traffico illecito di antichità. Secondo il ministro della Cultura e del Turismo turco, Mehmet Nuri Ersoy, la testa in marmo è stata rinvenuta nell’agorà della città. «Grazie alla collaborazione e al dialogo costruttivo con il Denver Art Museum, siamo riusciti a riportare questo manufatto in patria», ha dichiarato Ersoy alla stampa turca. La scultura è ora esposta al Museo Archeologico di Smirne.
Lo scorso marzo la Turchia ha ricevuto il primo rimpatrio ufficiale di reperti dal Canada. Il nucleo comprendeva sette pagine di manoscritti recanti testi in arabo e turco ottomano, due pagine stampate e due esempi di calligrafia moderna, risalenti al periodo compreso tra il XVII e il XIX secolo. I manoscritti rivestivano una particolare importanza per i loro contenuti, che comprendevano interpretazioni storiche del sufismo, resoconti di eventi mondiali, letteratura e giurisprudenza islamica.
In precedenza, era stato il 2024 un anno «proficuo» per le restituzioni al paese eurasiatico. Il Metropolitan Museum of Art aveva restituito una testa in marmo del II secolo dell’oratore greco Demostene; il Virginia Museum of Fine Arts aveva ceduto un gruppo di rilievi in terracotta del VI secolo a.C.; e il collezionista californiano Aaron Mendelsohn aveva riconsegnato una statua romana in bronzo di un imperatore del valore di 1,33 milioni di dollari.
Durante l’ultima cerimonia di consegna, Mehmet Nuri Ersoy ha promesso che la Turchia «continuerà a proteggere il suo patrimonio culturale con determinazione».
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