Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Matteo Mottin
Leggi i suoi articoliAlla 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, il Padiglione della Santa Sede propone un progetto che si sottrae consapevolmente alla logica dell’eccesso visivo e dell’immediatezza, scegliendo invece la via dell’ascolto. «The Ear is the Eye of the Soul» (L’orecchio è l’occhio dell’anima), curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers in collaborazione con i Soundwalk Collective (Stephan Crasneanscki e Simone Merli), si configura come una «preghiera sonora» diffusa in due luoghi della città: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, nel sestiere di Cannaregio, e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello.
Cuore del progetto è il Giardino Mistico, spazio monastico seicentesco a pochi passi dalla Stazione di Venezia Santa Lucia, custodito dalla comunità dei Carmelitani Scalzi. Qui, il visitatore è invitato a un’esperienza immersiva di ascolto attraverso nuove commissioni sonore realizzate da 20 tra compositori, musicisti, poeti e artisti internazionali, annunciati dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede: Bhanu Kapil, Brian Eno, Carminho, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Holly Herndon & Mat Dryhurst, Jim Jarmusch, Kali Malone, Kazu Makino, Laraaji, Meredith Monk, Moor Mother, Otobong Nkanga, Patti Smith, Precious Okoyomon, Raúl Zurita, Soundwalk Collective, Suzanne Ciani, Terry Riley, Suore benedettine dell’Abbazia di Santa Ildegarda di Eibingen, che rispondono, con voci e musiche ai canti, agli scritti e alle visioni di Ildegarda di Bingen.
Figura centrale del progetto, santa Ildegarda (1098-1179) viene riletta come pensatrice radicale per cui teologia, musica e medicina costituivano un unico sistema di conoscenza, sistema in cui il suono veniva inteso come una modalità per comprendere la relazione tra microcosmo e macrocosmo. A partire da questa intuizione il Padiglione costruisce la propria grammatica, trasformando l’ascolto in pratica conoscitiva e spirituale. I Soundwalk Collective, oltre alla direzione artistica delle composizioni sonore del Padiglione, realizzano uno strumento site specific in grado di «ascoltare» il giardino in tempo reale, traducendo i processi vitali dell’ambiente in una composizione in continuo divenire, rendendo di fatto il giardino coautore dell’esperienza e non semplice cornice.
Il secondo polo del Padiglione, al Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, sviluppa invece una dimensione archivistica e processuale. Qui prende forma uno «scriptorium contemporaneo», un archivio in divenire dedicato alla trasmissione del pensiero di Ildegarda. Il progetto si innesta sull’esperienza di Opera Aperta (2025) di Tatiana Bilbao Estudio e Maio Architects, proseguendone il lavoro di rigenerazione architettonica e sociale iniziato durante la Biennale Architettura 2025. Lo spazio ospita una biblioteca multilingue di testi ildegardiani, oltre a libri d’artista della pittrice portoghese Ilda David’, e all’ultima opera del cineasta e teorico Alexander Kluge, realizzata prima della sua scomparsa avvenuta lo scorso marzo. Creato in dialogo con la St. Hildegard Academy e la monaca benedettina Maura Zátonyi, l’archivio non si limita a conservare il lasciato di santa Ildegarda, ma si propone di attivare processi di ricerca e collaborazione, attivando una temporalità estesa che supera i limiti dell’evento espositivo.
Ben Vickers. Coto courtesy dell’artista
Hans Ulrich Obrist. Foto © Wolfgang Tillmans
Altri articoli dell'autore
Uscirà in autunno per Skira il monumentale lavoro a cura di Francesco Tedeschi: 4mila opere in tre volumi con saggi critici, schede e un’antologia di testi sulla sua figura. Un’intervista in anteprima al curatore anticipa i dati salienti di questo lavoro molto atteso
La prima personale italiana dell’artista affronta temi come la gestione del conflitto e forme di convivenza, attraverso il coinvolgimento diretto dei partecipanti e la costruzione di spazi di apprendimento condiviso
«Vorremmo che fosse un modo di abbracciare tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro percorso insieme a quelle che visiteranno la mostra», spiega la curatrice del Padiglione Italia alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte
Le nuove opere commissionate dialogano con la collezione permanente e con l’architettura del Castello, trasformando l’allestimento in un sistema dinamico. In parallelo, il museo presenta una sala monografica per Giorgio Griffa e una selezione di ritratti di Nanda Lanfranco dal fondo del Crri



