Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La Sagrada Familia

Image

La Sagrada Familia

Il permesso edilizio per la Sagrada Familia

Dopo 133 anni, il municipio di Barcellona ha chiesto il pagamento di 4,5 milioni

Roberta Bosco

Leggi i suoi articoli

Il Governo municipale di Ada Colau (rieletta sindaco dopo le elezioni municipali di fine maggio) ha aspettato la campagna elettorale per annunciare di aver chiesto alla Sagrada Familia il pagamento di 4,5 milioni di euro per il permesso di costruire, che non aveva mai presentato prima.

Si tratta della licenza più cara mai riscossa a Barcellona e «la più importante, perché segna la fine dei privilegi della Chiesa cattolica abituata a costruire senza permessi», ha commentato un portavoce del Comune. Fino ad oggi la licenza più costosa (1,9 milioni) era stata pagata dall’ospedale San Pau, per la ristrutturazione dei fabbricati modernisti e la costruzione dei nuovi edifici.

In un primo momento la somma doveva essere ancora più elevata (intorno ai 12 milioni), ma è stata ridotta «perché si tratta di un immobile di speciale interesse dedito ad attività senza fini di lucro». Inoltre, grazie a un accordo tra il Patronato del tempio e il Comune, la Sagrada Familia verserà 36 milioni di euro in dieci anni per contribuire alle spese che la sua costruzione ha causato alla città, soldi che saranno destinati a migliorare i servizi del quartiere.

Oltre a dichiarare che pagherà quello che deve, il Patronato ha ricordato che i lavori termineranno nel 2026 e che l’ultima fase prevede la costruzione di una piazza di fronte all’ingresso principale della calle Mallorca, demolendo 88 edifici e sfrattando circa 3mila residenti. Le associazioni di quartiere hanno già manifestato in numerose occasioni la loro opposizione.

Il cantiere della Sagrada Familia iniziò nel 1882. Gaudí assunse la direzione dei lavori nel 1883 e nel 1885 richiese personalmente il permesso edilizio al Comune di Sant Martí de Provençals da cui dipendeva il terreno, ma non ricevette risposta. Ma già nel 1891 diversi documenti del Consiglio Comunale indicano l’esistenza della chiesa nell’isolato in cui tuttora stra crescendo.
 

La Sagrada Familia

Roberta Bosco, 21 giugno 2019 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Termina il lungo contenzioso tra la multinazionale Altadis e lo Stato spagnolo, a cui il Tribunale Supremo ha riconosciuto la proprietà dei due ritratti (quello di Carlo IV e della moglie Maria Luisa di Parma), che saranno conservati nel Museo delle Belle Arti della capitale andalusa

Il rientro in Spagna nel 1986 del ritratto della Marchesa di Santa Cruz segnò una svolta nella difesa del patrimonio culturale

Nelle sale disegnate da Renzo Piano il Centro Botín accoglie la più grande mostra organizzata in Europa dell’artista giapponese, che ha rappresentato il suo Paese alla Biennale di Venezia 2024

In un’epoca segnata dalla manipolazione delle immagini, dalla postverità e dal deepfake, una mostra riflette sulla responsabilità dell’arte nella nostra comprensione della realtà

Il permesso edilizio per la Sagrada Familia | Roberta Bosco

Il permesso edilizio per la Sagrada Familia | Roberta Bosco