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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliDurante la conferenza stampa del 3 settembre di presentazione della terza (e ultima) relazione della Corte dei Conti francese sul controllo dei lavori di restauro alla Cattedrale parigina di Notre-Dame, Pierre Moscovici, presidente di quest’organo costituzionale, ha definito questo cantiere un «successo». «Nessun costo aggiuntivo», «budget e calendario rigorosamente rispettati» e «buon coordinamento tra i diversi attori», sono stati gli apprezzamenti dell’alto dirigente.
Secondo il rapporto della Corte, «il budget per la fase di restauro è stato fissato a 552 milioni di euro, importo che fa seguito a un budget di 165 milioni di euro per la fase di messa in sicurezza e consolidamento» dell’edificio, vittima di un devastante incendio il 15 aprile 2019. Questo titanico cantiere, durato più di cinque anni, è stato finanziato grazie a «843 milioni di euro di donazioni provenienti da tutto il mondo», riporta il rapporto.
Dei 165 milioni previsti per la messa in sicurezza e il consolidamento, ne sono stati utilizzati solo 151. Il saldo attivo rimanente di 140 milioni di euro servirà a finanziare «lavori volti a trattare patologie precedenti all’incendio e a garantire il restauro della sacrestia», ha aggiunto Pierre Moscovici. Nel presentare una relazione «positiva», la Corte ha anche elogiato la «scelta oculata» di un ente pubblico per guidare questo progetto, creato da una legge specifica nel 2019.
Il presidente della Corte ha riconosciuto enormi meriti al generale Jean-Louis Georgelin, ex capo di Stato Maggiore delle Forze armate, che lo ha diretto fino alla sua morte nell’agosto 2023 e la cui direzione è stata poi assunta dal suo braccio destro, Philippe Jost. Il restauro architettonico ha mobilitato centinaia di artigiani e professionisti di numerosi settori.
Secondo il rapporto, sono stati inoltre «realizzati importanti investimenti in materia di sicurezza con l'installazione di un sistema di nebulizzazione nella struttura del grande tetto a capriate e la creazione di una nuova centrale antincendio, presidiata 24 ore su 24 da due addetti permanenti, affiancati da altri due addetti durante il periodo di apertura della cattedrale».
Questo aggiornamento delle attrezzature di sicurezza e protezione per far fronte al notevole flusso di visitatori (fino a 15 milioni all’anno previsti) ha comportato un aumento significativo dei costi di gestione. «Raddoppiano rispetto al periodo precedente l’incendio e dovrebbero ammontare annualmente a 5,2 milioni di euro (3,2 milioni a carico della diocesi e due milioni a carico dello Stato)». Notre-Dame de Paris ha riaperto al pubblico l’8 dicembre 2024, e da allora registra un afflusso record.
Vittorio Bertello
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