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Daria Berro
Leggi i suoi articoliLe vetrate contemporanee previste nella Cattedrale di Notre Dame de Paris in sostituzione di una parte di quelle ottocentesche progettate da Viollet-le-Duc non violano la legge. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo di Parigi, che il 27 novembre ha respinto il ricorso presentato dall’associazione Sites & Monuments in cui si chiedeva di annullare o rescindere il contratto dell’Ente pubblico per il restauro e la conservazione della cattedrale ritenendo che la creazione di vetrate contemporanee non rientrasse in nessuno dei due scopi enunciati nel nome stesso dell'ente. La storica associazione per la tutela del patrimonio, fondata nel 1901, ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.
Dopo lo spaventoso incendio dell'aprile 2019 era stato l’arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Ulrich a richiedere l'installazione di vetrate contemporanee nella cattedrale. La richiesta era stata appoggiata dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron che l’8 dicembre 2023, nel corso di una visita al cantiere, aveva annunciato il sostegno dello Stato alla richiesta di sostituzione di sei delle vetrate ottocentesche della navata sud rimaste intatte dopo il rogo. Decisione che da subito aveva suscitato polemiche. Il concorso era stato bandito di lì a poco e il 7 dicembre 2024, in occasione della riapertura di Notre-Dame a conclusione dei lavori, era stato annunciato il nome della vincitrice: la 43enne pittrice figurativa Claire Tabouret, con il laboratorio di vetri Simon-Marq.
Come ricostruito da «Le Figaro», il ricorso presentato da Sites & Monuments si basava sul fatto che il campo d’azione dell'Ente pubblico, ai sensi di una legge del 29 luglio 2019, è limitato alla «conservazione» e al «restauro» della cattedrale, e a nient'altro. Non certamente, quindi, all'installazione di nuove vetrate. Secondo il tribunale, invece, «i termini ”conservazione“ e ”restauro“ non implicano un ritorno all’ultimo stato visivo conosciuto prima dell'incendio [...] e non escludono la possibilità di un approccio architettonico come previsto dall'appalto per la realizzazione e l'installazione di vetrate contemporanee». I concetti di «conservazione» e «restauro» sono definiti dalla Carta internazionale per la conservazione e il restauro dei monumenti e dei siti, firmata a Venezia nel 1964 e adottata l’anno successivo dall’Icomos, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti, un’organizzazione non governativa. Stando ai giudici del tribunale amministrativo francese, poiché la legge del 29 luglio 2019 non vi faceva riferimento, lo Stato non era tenuto ad applicarla. Come rileva però La Tribune de l'art, i dibattiti parlamentari che hanno preceduto l'adozione di questa legge fanno esplicito riferimento alla Carta di Venezia.
Le vetrate dovrebbero essere smontate in primavera e sostituite dalle opere di Claire Tabouret. Sites et Monuments ha dichiarato di voler impugnare l'autorizzazione ai lavori concessa dal prefetto della regione non appena sarà depositata. Intanto, dal 10 dicembre al Grand Palais, in una mostra intitolata «D’un seul souffle», Tabouret espone i modelli in scala reale, gli schizzi e i lavori preparatori delle sei vetrate che ha realizzato per Notre-Dame. «Ispirati alla Pentecoste, simbolo di unità e armonia, si legge nel materiale informativo, e realizzati in monotipo, sono arricchiti da stencil per i rosoni e i motivi decorativi. Questi progetti rispettano così la luce neutra dell'edificio e creano una transizione morbida con le vetrate di Viollet le Duc, proponendo colori vivaci ed equilibrati».
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