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Claude Lalanne, «Pomme de New York», 2008

Courtesy of Christie’s

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Claude Lalanne, «Pomme de New York», 2008

Courtesy of Christie’s

Christie’s morde una mela da 6 milioni di euro

È quella di Claude Lalanne, top lot assoluto dell’asta parigina di arte del Ventesimo e Ventunesimo secolo

Elena Correggia

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Il frutto seduttore è riuscito nell’impresa: l’enorme e surreale «Pomme de New York», scultura bronzea alta 2,5 metri, ideata da Claude Lalanne, ha trovato un acquirente disposto a sborsare 6 milioni di euro per farla propria, durante l’asta serale di Christie’s a Parigi il 15 aprile. Proposta con una stima iniziale di 5-7 milioni, la grande mela, che gioca con l’appellativo di New York, sancisce così il nuovo record personale per l’artista oltre a svettare quale top lot della vendita. Un incanto che nel complesso soddisfa, con un realizzo di 40,6 milioni per una cinquantina di lotti (le stime pre-asta erano comprese fra 29 e 42 milioni) ma che sottolinea anche un mercato selettivo e privo di eccessi, disposto a premiare l’altissima qualità ai giusti prezzi e soprattutto le opere mai passate in asta prima. Entro le stime sono stati aggiudicati anche il secondo e il terzo top lot, ovvero «La Femme au chapeau», un suggestivo olio su tela di Maurice de Vlaminck, del 1906, dall’evidente pennellata fauve, proveniente dalla storica collezione del mercante francese Ambroise Vollard, aggiudicato a 5,55 milioni (da 5-7 milioni) e una «Abstraktes Bild» di Gerhard Richter del 1992 dalle intense cromie, passata di mano per 2,3 milioni (da 1,8-2,5). In quest’ultimo caso è bene ricordare che la tela ha comunque più che quintuplicato la cifra realizzata nel precedente passaggio in asta, avvenuto nel 2006 per 438.500 euro. Nell’imprimere un po’ più di ritmo ad alcune contrattazioni incentivando i rilanci ha sicuramente inciso l’ottima conduzione di Cécile Verdier, presidente Christie’s Francia, che sottolineava l’eleganza di un’opera, l’eccezionalità dell’affare per un’altra e ha regalato persino qualche dettaglio pop. Come per l’aneddoto relativo alla mela di Claude Lalanne, esposta ora davanti all’hotel Bristol di Parigi e ribattezzata la «mela dell’amore» dopo che nei giorni scorsi è stata lo sfondo per una proposta di matrimonio.

 

Ettore Spalletti, «Mobile», 1974. Courtesy of Christie’s

Giorgio de Chirico, «Piazza d’Italia», 1965. Courtesy of Christie’s

Fra le migliori performance bisogna ricordare senz’altro l’exploit di un olio su tela di Mirò inedito per le aste, «Femmes et oiseaux dans la nuit», in origine di proprietà della galleria Maeght di Parigi, che ha superato la valutazione di 700mila- 1 milione fino a una vendita per 2.256.000. Un’ottima accoglienza hanno ricevuto anche «Peinture 130 x 89 cm, 25 juin 1954» di Pierre Soulages, dalla collezione di Max e Cécile Draime, venduta per 1.768.000 euro (da 1-1,5 milioni) e un’opera su carta di Monet, «Bord de mer», del 1868, oggetto di confisca da parte della Gestapo a Vienna nel 1940 e restituita ai legittimi proprietari nel 2024, che ha raggiunto 857mila euro (stima 300-500mila). Il design immaginifico dei coniugi Lalanne continua poi ad appassionare e di Claude in particolare, oltre alla mela record, si sono fatte notare due porte, commissionate nel 2010 dal Musée des Arts Décoratifs di Parigi, che hanno quintuplicato la loro stima di 200-300mila, raggiungendo quota 1,14 milioni. Fra gli invenduti invece ha pesato una tela di Berthe Morisot, «Jeune fille accoudée», del 1887, stimata 700mila-1 milione, mentre è stata ritirata una gouache giovanile di Chagall con La Tour Eiffel, valutata 500-800mila.

Nell’ambito dell’arte italiana si conferma una garanzia a livello internazionale la visione metafisica di Giorgio de Chirico che con una «Piazza d’Italia» del 1965 ha sfiorato i 700mila euro moltiplicando la valutazione iniziale di 150-200mila. Bene anche Mario Schifano con la grande tela ispirata alle ninfee di Monet «View Beyond the Hudson River (To Anita Pallenberg)» venduta a 571.500 (da 200-300mila) ed Ettore Spalletti il cui «Mobile» del 1974, composto da un trittico di pannelli cerulei giustapposti, ha segnato il suo record mondiale con 203.200 euro. Ci si aspettava invece senz’altro di più dall’esito del monumentale e scultoreo lavoro di Salvatore Scarpitta, «South Turn» del 1962, venduto a 342.900 euro, sotto le stime di 400-600mila.

 

Maurice de Vlaminck, «La Femme au chapeau», 1906. Courtesy of Christie’s

Olga de Amaral, «Poblado L», 2016. Courtesy of Christie’s

La ricerca di nomi nuovi con opere importanti a prezzi ancora convenienti è una tendenza che ha premiato soprattutto alcune artiste donne fra cui la colombiana Olga de Amaral con «Poblado L», venduto a 660.400 euro (stima 400-600mila) e per le Avanguardie «No. 1-1964 Urbanisme» della norvegese Anna-Eva Bergman del 1964, molto combattuto fino a un realizzo di 571.500 euro (da 100-150mila).

In una sessione a parte è invece stata esitata Radical Genius, una raffinata collezione di opere su carta che ha raccolto oltre 15,67 milioni (11-18 milioni le stime prevendita). Un risultato che conferma l’interesse crescente per questo segmento di mercato quando l’accessibilità del medium si abbina a opere di primo piano e con un pedigree prestigioso. Si segnalano in particolare l’acquarello di Chagall, «Femme assise», acquistato nel 1951 dal mercante Paul Rosenberg, aggiudicato a 3,96 milioni (stima 3,5-5,5) e lo studio di Piet Mondrian per «Broadway Boogie Woogie», esposto in numerose sedi museali, che ha totalizzato 3,72 milioni, record per un’opera su carta dell’artista.

Valore storico delle opere e freschezza per il mercato hanno contribuito infine al successo della raccolta di lavori di Pierre Bonnard provenienti dalla collezione del cognato e compositore Claude Terrasse, che il 14 aprile, sempre da Christie’s Parigi, hanno totalizzato 3,3 milioni di euro con tutti i lotti venduti (la stima era di 1,9-2,9 milioni). Top lot è stato il paesaggio domestico «Midi au jardin» che ha cambiato proprietario per 762mila euro (stima 400-600mila). Ma la rarità dei lavori ha entusiasmato anche la Bibliothèque nationale de France che ha esercitato la sua prelazione per tre lotti: «Le Pressoir: disegno per Daphnis et Chloé», «La Rue» e il «Progetto per la litografia Malheureuse Adèle (operetta di Claude Terrasse)».

Elena Correggia, 16 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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