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Luana De Micco
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Il Louvre implementerà entro il 2026 una «ventina di misure d’urgenza» per rafforzare la sicurezza del museo. Tra queste figura: l'installazione di altre 100 telecamere di video sorveglianza all'interno delle sale (oltre alle 134 già installate tra il 2022 e il 2025), la collocazione di «dispositivi di distanziamento negli spazi pubblici più sensibili intorno al museo», la creazione di un posto specifico di «coordinatore per la sicurezza» e il potenziamento della «cooperazione del Louvre con la prefettura di polizia».
Lo ha annunciato la presidente-direttrice del Louvre, Laurence des Cars, convocata stamattina in Assemblea Nazionale, dopo il clamoroso furto di un mese fa, quando dei ladri travestiti da operai si sono issati con un montacarichi fino al primo piano del museo e si sono introdotti nella Galleria di Apollo forzando la finestra. Nel giro di pochi minuti hanno portato via alcuni gioielli della Corona di Francia, il cui valore è stimato a circa 88 milioni di euro.
Nel 2026, ha spiegato la des Cars, verrà attuato il nuovo «piano generale per le attrezzature di sicurezza» del museo, che comporta un investimento di oltre 80 milioni di euro, a cui si aggiunge «il piano generale relativo agli impianti elettrici pari a più di 60 milioni di euro». In una nota diffusa il 7 novembre, il museo ha elencato anche altre misure, tra cui l'istituzione di un Comitato di pilotaggio per la sicurezza, guidato dalla stessa des Cars, incaricato di supervisionare l’attuazione del piano, l'aumento del 20% del budget destinato alla formazione del personale e la creazione di Centro operativo di cybersicurezza.
Il furto del 19 ottobre è stato un «fallimento», ha riconosciuto la presidente-direttrice del museo parigino davanti alla Commissione parlamentare: «È una ferita immensa che ci è stata inflitta». Il Louvre è stato di recente bacchettato da un severo rapporto della Corte dei Conti che, prendendo in studio il periodo 2018-2024, ha accusato il museo di aver privilegiato «progetti visibili e di richiamo», a scapito «della manutenzione degli impianti tecnici, compresi quelli per la sicurezza, e della ristrutturazione del palazzo».
In particolare, la Corte ha sottolineato l'insufficienza di telecamere di video sorveglianza, anche nelle sale dell'ala Denon del palazzo, la più frequentata perché è lì che è esposta la «Gioconda». Accuse da cui il Louvre si è subito difeso. Se effettivamente il 60% del budget del museo, tra il 2022 e il 2025, è stato destinato all'acquisizione di opere d’arte, Des Cars, che ha preso la testa del museo nel 2021, ha fatto notare che tuttavia la sicurezza, nel 2022, non era stata considerata una «priorità» della sua missione: «Nei primi sei mesi del mio mandato, ha riferito, abbiamo effettuato un sopralluogo di tutti i locali e dei sistema di sicurezza, e abbiamo scoperto che un certo numero di equipaggiamenti non erano all'altezza. Nel 2019, il mio predecessore [Jean-Luc Martinez, dal 2013 al 2021, Ndr] aveva avviato un progetto, poi interrotto a causa dell'epidemia di Covid. Ho inoltre rifiutato un primo progetto perché non prendeva in considerazione la video sorveglianza né la modernizzazione dei posti di comando», ha spiegato.
«Sin dal 2022, non ho mai smesso di insistere sulla necessità di rinnovare il Louvre, per adattarlo alle sfide del nostro tempo, in materia di sicurezza, climatiche o digitali. Per crudele ironia, ha aggiunto des Cars, il furto del 19 ottobre ha dato un'eco senza precedenti a una verità: anche se è una meraviglia nazionale, il Louvre è fragile». Laurence des Cars aveva allertato anche nel 2024 sulla stampa francese per i «degradi e l'obsolescenza delle infrastrutture tecniche dell'edificio».
Nel gennaio 2025 il presidente Emmanuel Macron aveva allora annunciato il progetto «Nouvelle Renaissance» che, con investimenti superiori ai 500 milioni di euro su dieci anni, prevede di rinnovare il museo, migliorando gli spazi di accoglienza e alleggerendo i flussi di visitatori, anche grazie alla creazione di una nuova sala per la «Gioconda», con ingresso e biglietto separati, e di una nuova porta di accesso al museo, sulla facciata della Colonnade di Claude Perrault, per decongestionare la Piramide di vetro. Appena lunedì scorso, il Louvre ha dovuto chiudere al pubblico, per motivi di sicurezza, nove sale della Galleria Campana, al primo piano dell’ala Sully, dove è esposta una collezione di ceramiche greche: una perizia tecnica ha infatti rilevato delle «fragilità» strutturali nel piano superiore, adibito a uffici.
Ieri, la ministra francese della Cultura, Rachida Dati, ha detto che bisognerebbe «quasi chiudere definitivamente» il museo per «poterlo rimettere interamente a norma». «È una chiusura parziale presa per precauzione, ha osservato ancora la ministra. Non faremo correre alcun rischio né agli agenti del museo né al pubblico».
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