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BEATRICE TIMILLERO

Non solo grandi mostre: l’anno prevede l’apertura della Casa della Contemporaneità presso il Centro Culturale Candiani di Mestre, l’ampliamento del Museo del Vetro di Murano e la valorizzazione del Museo di Torcello

Accanto alla dimensione istituzionale e spettacolare della Biennale, Venezia ospita un tessuto di gallerie d’arte contemporanea eterogeneo e spesso poco leggibile dall’esterno. Un sistema frammentato, distribuito tra centro storico e terraferma, che lavora su tempi lunghi e su un rapporto delicato con il contesto urbano, segnato da turismo, residenzialità ridotta e forte pressione simbolica. Le gallerie veneziane operano oggi tra vocazione internazionale e necessità di radicamento locale, muovendosi in equilibrio tra ricerca curatoriale, sostenibilità economica e visibilità globale.

All’interno di Palazzo Diedo, sede veneziana della Fondazione Berggruen Arts & Culture, Olaf Nicolai presenta «Eisfeld II», un’installazione che interviene sul piano nobile del palazzo introducendo un elemento estraneo e funzionale al tempo stesso: una pista di pattinaggio di circa cento metri quadrati. Il titolo, che in tedesco significa semplicemente “campo di ghiaccio”, non allude a metafore o narrazioni simboliche, ma descrive con precisione ciò che l’opera mette in scena.

Approfondendo la complementarità tra gli ambiti curatoriali, logistici e di progettazione, il volume mira a chiarificare procedure solitamente vissute soltanto in prima persona dagli addetti ai lavori, svelando retroscena difficilmente intuibili a una prima impressione.

Le realtà cittadine hanno allestito una proposta dal netto carattere internazionale, spaziando tra monografiche e collettive dal taglio decisamente contemporaneo

Cinque tavole rotonde, dieci realtà museali internazionali e due giorni di confronto a Palazzo Grassi per affrontare criticità comuni e ripensare la mediazione culturale

Intervista a Marta Barina, fondatrice del progetto nomade nato nel 2020 e che ora si stabilisce in Laguna per proseguire il suo percorso nel segno di una nuova idea di curatela

L'artista non propone soltanto un ipnotico ciclo di tele monocrome sulla scala del girgio, ma uno spunto per allenare il senso critico individuale, sia in ambito estetico che sociale

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