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AMÉLIE BERNARD

L’arte contemporanea è uno strumento per comprendere il presente. Costruisce immaginario, allena lo sguardo critico, restituisce complessità a un mondo semplificato. Offre nuove prospettive individuali e collettive, produce memoria e apre spazi di libertà simbolica. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’immediatezza, è uno dei pochi luoghi in cui il pensiero può ancora sedimentare.

In Donna in blu che legge una lettera la scena domestica diventa laboratorio ottico e psicologico. La dimensione privata è trattata con la stessa gravità riservata altrove ai soggetti storici o religiosi. È questa ridefinizione del soggetto, più che il tema in sé, a fare del dipinto uno dei vertici del XVII secolo europeo.

Nel XVII secolo la passione europea per le conchiglie si intreccia con l’espansione coloniale olandese e con la nascita di un mercato speculativo del raro ed esotico. La natura morta nordica traduce questo fenomeno in immagine, trasformando oggetti esotici in dispositivi di potere simbolico e finanziario. Tra Kunstkammer, teologia naturale e prime bolle collezionistiche, la pittura registra l’emergere di un capitalismo globale.

Rovigo dedica una grande mostra al confronto tra Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas

Dal 5 maggio, Venezia accoglie una delle mostre più rivelatrici della pratica di Anish Kapoor: un’esposizione che non guarda tanto alle opere iconiche entrate nell’immaginario globale, quanto ai territori di confine in cui la sua scultura ha progressivamente sconfinato nell’architettura. O forse, più precisamente, ha mostrato come l’architettura non sia che una conseguenza estrema della scultura.

Lo stato di fiera permanente e la folle saturazione del calendario globale dell’arte. C’era una promessa, neppure troppo lontana nel tempo. All’indomani della pandemia, il sistema dell’arte sembrava aver finalmente interiorizzato una lezione: meno fiere, più qualità; meno sovrapposizioni, più razionalità; meno corsa, più senso. Si parlava di sostenibilità, fosse economica, ambientale, umana, e di un necessario ridimensionamento di un modello che, già prima del Covid, mostrava evidenti segni di affaticamento. Oggi, quella promessa appare disattesa. Anzi, capovolta.

Abbiamo chiesto a Ludovica Barbieri -Partner e Global Director of Artist Liaison di MASSIMODECARLO- di raccontarci lo stand (tra i migliori di tutta la kermesse) della galleria in fiera ad Art Basel Qatar 2026

Con la sua terza edizione, la Diriyah Contemporary Art Biennale si conferma una delle nuove manifestazioni chiave del panorama internazionale, posizionando l’Arabia Saudita come protagonista nel dialogo globale sull’arte contemporanea. Tema, artisti e politica culturale di un progetto che intreccia memoria, movimento e trasformazione.

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Presentata 10 anni fa, nel 2016, l’installazione di Sun Yuan e Peng Yu è diventata negli anni una delle immagini più potenti per leggere le trasformazioni del presente. Un’opera che intreccia tecnologia, lavoro, sorveglianza e impotenza sistemica, anticipando molte delle tensioni che oggi attraversano società, istituzioni e sistemi di potere.