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Uno scorcio dell'arena di Arles

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Uno scorcio dell'arena di Arles

Il cambio climatico e i siti Unesco nel Mediterraneo: Arles

Che cosa ne sanno e che cosa decidono di fare i rispettivi governanti?

Gareth Harris

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Le città antiche del Mediterraneo erano costruite sull'acqua. Ma oggi l'acqua sale e diventeranno città sommerse. Una ricerca pubblicata dalla più autorevole rivista scientifica del mondo «Nature», dà per certi i danni gravissimi provocati dai cambiamenti climatici ai 49 siti del Patrimonio Unesco lungo le sponde del Mediterraneo. 37 di loro saranno inondati entro il 2100.

Arles: 1,38 metri sotto
L’antica città francese di Arles, sul fiume Rodano in Provenza, è Patrimonio dell’Unesco nel 1981 per i suoi monumenti romani e romanici. L’arena e il teatro datano al I secolo a.C., mentre le terme di Costantino e la necropoli di Alyscamps sono prova di una «seconda età dell’oro» nel IV secolo. Il rapporto di «Nature» stima che l’aumento del livello del mare interesserà la regione della Camargue intorno ad Arles da 1,6 a 1,8 metri entro il 2100. Dopo una grave inondazione nel dicembre 2003, le autorità locali e regionali hanno cercato di rinforzare le difese della città in base a un progetto noto come Rhone Plan 2015-20. Questa strategia da 850 milioni di euro è stata formulata nel 2004 in collaborazione tra il Rhone-Mediterranean Basin Committee e tre consigli regionali. Nel quadro di questa iniziativa di difesa dalle inondazioni sono stati rifatti gli argini ad Arles. Ma alla domanda sui rischi che si correranno nel prossimo secolo, un portavoce del Consiglio comunale di Arles dice che le problematiche dei cambiamenti climatici «riguardano il governo centrale, non ce ne occuperemo a livello locale». Il Ministero francese dell’Ambiente non ha voluto dire se agirà sulla base dei dati del nuovo rapporto.

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Uno scorcio dell'arena di Arles

Gareth Harris, 13 dicembre 2018 | © Riproduzione riservata

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