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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoli«Ampliare l’ArtBonus anche ai soggetti privati è un passo avanti in una collaborazione tra pubblico e privato, ma innanzitutto nella valorizzazione di ciò che è l’arte e la cultura nel nostro Paese. Siamo ricchi di città, piccole e grandi, che hanno patrimoni immensi posseduti non solo dallo Stato, ma anche dai privati, che diventano poi uno strumento di apertura a tutti i cittadini. Perciò questa iniziativa legislativa bipartisan, voluta da tutti, è un segnale importante ancora una volta in cui la risorsa pubblica diventa un moltiplicatore della risorsa privata». Con queste parole Maurizio Lupi (Noi Moderati) ha presentato ieri la proposta di legge, di cui è firmatario assieme ai deputati Giuseppe Bicchielli e Alessandro Colucci, «Ampliamento dell'ambito di applicazione del credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura». La presentazione si è svolta presso la Sala della Regina della Camera nell’ambito del convegno «ArtBonus, una bellezza necessaria», promosso dall’Intergruppo Parlamentare della Sussidiarietà.
Il voto è atteso alla Camera il 25 maggio ed entro fine anno dovrebbe arrivare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Come ha ribadito Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, intervenuto al convegno «la proposta non vuole modificare l’impianto dell’ArtBonus», ma rafforzare e ampliare lo strumento introdotto nel 2014 a sostegno della cultura, che consente a cittadini e imprese di effettuare erogazioni liberali a favore del patrimonio culturale pubblico, beneficiando di un credito d’imposta pari al 65%.
Pur funzionando, in questi oltre dieci anni, l’ArtBonus è rimasto circoscritto non sempre riuscendo a intercettare tutte quelle realtà, pubbliche e private, che custodiscono e producono cultura.
L’obiettivo è adesso quello di estenderlo al terzo settore, a dimore storiche, parchi o giardini di particolare interesse artistico, archeologico o storico, a chiese, monasteri e luoghi di culto, biblioteche, archivi o musei riconosciuti di rilevante interesse culturale, ma anche a manifestazioni e festival culturali di particolare importanza nazionale o internazionale, archivi e musei aderenti all’Associazione italiana archivi e musei d’impresa. In questa responsabilità realmente condivisa in cui pubblico e privato collaborano, «il verbo custodire, ha detto Lupi, racchiude in sé il compito di cui ognuno deve farsi portavoce».
Nel suo messaggio di saluto inviato al convegno, affidato al capo di Gabinetto Valentina Gemignani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha evidenziato i numeri significativi finora raggiunti: oltre 1,2 miliardi di euro di erogazioni, con più di 54mila donazioni registrate. «Migliaia di cittadini e oltre 3mila enti, ha sottolineato il ministro , hanno contribuito alla realizzazione di più di 8.500 progetti tra restauro, valorizzazione e sostegno alle attività culturali. Esempi concreti di partecipazione identitaria, capaci di trasformarsi in centri di attrattività e di rafforzare il legame tra patrimonio culturale, comunità e territorio».
A sottoscrivere la proposta di legge «affinché possa diventare patrimonio comune», il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. «Credo che il principio di sussidiarietà orizzontale, ha detto Mollicone intervenendo all’incontro, rappresenti un modello di cooperazione strutturale tra le istituzioni e l’iniziativa privata. Questo principio ha trovato attuazione nella Legge 40 2026 appena entrata in vigore. Abbiamo riaperto dopo vent’anni il Codice dei beni culturali. La proposta di legge Lupi riguardante il potenziamento dell’ArtBonus si inserisce pienamente in questa direzione che vede nella cultura un asset strategico di sviluppo economico e sociale per la Nazione».
Un altro pilastro fondamentale di questa strategia, secondo Mollicone, è rappresentato dalla detrazione del consumo culturale, «una misura che intendiamo rendere strutturale all'interno dell'ordinamento fiscale. L'obiettivo è equiparare le spese per l'acquisto di prodotti e servizi culturali, quali abbonamenti a teatro, ingressi ai musei o acquisto di volumi librari, alle spese sanitarie o educative. Il cittadino diventa in questo modo attore del processo di sussidiarietà contribuendo alla sostenibilità economica dell'intero comparto. Con l’approvazione di queste misure la cultura cessa di essere voce di spesa per diventare motore di un nuovo Rinascimento italiano».
Tra i soggetti interessati dalla proposta Lupi si inseriscono anche le 46mila dimore storiche sparse sul territorio. Una risorsa che, come ha ribadito la presidente Associazione Dimore Storiche Italiane, Maria Pace Odescalchi, «attiva 34 milioni di visitatori annui».
Anche Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis (che oggi a Venezia svelerà l’opera di Banksy «The Migrant Child» oggetto di un lavoro di restauro e salvataggio svolto dalla Banca) intervenendo al convegno, ha condiviso «il nuovo percorso virtuoso dell’ArtBonus».
Trovare il modo di elargire questa misura agevolativa anche a beni religiosi, monasteri, chiese di cui l’Italia è ricca è stata invece la proposta lanciata da Brunello Cucinelli, che negli anni, grazie all’ArtBonus, ha contribuito al restauro anche del Teatro Morlacchi, dell’acquedotto medievale di Perugia e del Teatro Civico di Norcia.
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