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RENCONTRES D’ARLES 2026
Tra il Book Award, il LUMA Rencontres Dummy Book Award, la Arles Books Fair e una serie di iniziative indipendenti, il festival racconta il ruolo centrale dell’editoria fotografica contemporanea e le nuove forme del libro d’immagine
Da Madrid ad Atene, da Arles alla Calabria, i festival trasformano piazze, borghi e musei in un atlante internazionale dell’immagine: un viaggio tra grandi classici, nuove piattaforme e territori che usano la fotografia per raccontare il presente
Nel Teatro Antico di Arles l’artista cileno inaugura i Rencontres 2026 con una lectio sulla fotografia come responsabilità civile. Dal golpe di Pinochet al Rwanda, dai migranti a Gaza, ripercorre quarant’anni di opere dedicate alla memoria, ai diritti umani e al potere delle immagini
Addetti ai lavori, curatori, artisti e fotografi sembrano concordare su un punto: quest’anno è impossibile lasciare Arles senza una visita alla LUMA
Nel percorso FotoHaus dei Rencontres d’Arles, Andi Gáldi Vinkó interroga la fotografia trasformando la sua maternità in una riflessione estetica ed esistenziale. L’alternanza fra immagini osservate e immagini costruite introduce una distanza attraverso cui l’esperienza quotidiana può essere osservata ed elaborata in prospettiva anche da chi la sta vivendo
Nel secondo reportage da Les Rencontres d’Arles, un percorso tra le mostre dedicate ai grandi protagonisti della fotografia del Novecento, da Edward Steichen a William Klein, fino a Harry Gruyaert e Martine Barrat, riletti attraverso nuove prospettive critiche
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Un appuntamento irrinunciabile nella calda estate del sud della Francia: dal 6 luglio al 4 ottobre «fotografi, curatori, editori, scrittori, docenti, storici, sostenitori e collezionisti giungono ad Arles da molti Paesi, soprattutto in occasione della frenetica settimana di inaugurazione. C’è un grande scambio di esperienze e idee», come afferma David Campany, curatore, scrittore e editore
Quando parliamo di questo format, l’aspetto economico resta spesso sullo sfondo. Ma è proprio così? Il caso dei Rencontres d’Arles come punto di osservazione
Negli ultimi anni questo format è cresciuto rapidamente perché rappresenta una forma culturale economica e flessibile, capace di supplire alla carenza di istituzioni dedicate alla fotografia contemporanea, ma al tempo stesso testimonia la vitalità del settore e la sua fragilità
A Lee Ufan Arles la prima esposizione europea delle fotografie del cineasta sudcoreano. Un corpus di immagini silenziose e sospese che rivela il lato più contemplativo del suo sguardo
Dal luogo al budget, dal pubblico al marketing, fino all’équipe: l’ex direttore dei Rencontres d’Arles passa in rassegna gli elementi essenziali per progettare un evento di successo
Quei cinque giorni dell’estate del 1970 hanno dato il via ai Rencontres de la Photographie di Arles per come li conosciamo oggi e a un fenomeno che nel corso dei decenni è cresciuto, si è diffuso dapprima in Europa e poi in tutto il mondo, e che appare ben lungi dall’esaurirsi
È uno dei più importanti appuntamenti di fotografia in Europa, se non al mondo; un sistema diffuso capace di creare sinergie e contribuire all’economia locale
Sono oltre mille le manifestazioni sparse nel mondo. A questa proliferazione però non sempre corrisponde una diversificazione dei contenuti: alcuni esempi interessanti nel nostro Paese

















