Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

GERMANO D’ACQUISTO

Cinquant’anni dopo l'uscita del film di Sidney Lumet, con la sceneggiatura di Paddy Chayefsky,  non abbiamo più bisogno di immaginare un anchorman trasformato in «profeta pazzo dell’etere»: la distinzione tra informazione e performance è evaporata

Se per anni si sono inseguite performance e velocità, ora l’interesse è indirizzato prevalentemente verso oggetti microrifugio per un modo diverso di occupare lo spazio e il tempo 

Nel centenario della nascita una mostra, un libro e un documentario su Netflix celebrano la nobildonna dai 57 titoli, amante dell’arte e «anima della Spagna». Sentimentale, cocciuta, popolare, coltissima, frivola, eccessiva: aveva scelto di non imbalsamarsi nel privilegio, anche a costo di scandalizzare il mondo

Dal 21 al 26 aprile è di scena la 64ma edizione della manifestazione meneghina, grandiosa infrastruttura in cui si muovono designer, manifattura, città, hospitality, diplomazia culturale, banche e nuovi capitali

Cinquant’anni dopo il film di Alan J. Pakula sul giornalismo che smascherava il potere abbiamo imparato che la realtà può essere documentata, verificata, persino processata, e tuttavia non bastare 

A cinquant’anni dall’inizio della dittatura, viaggio tra gli artisti dissidenti che hanno trasformato censura, paura e sparizione in linguaggio: dai corpi assenti dei «desaparecidos» alle pratiche clandestine che sfidavano il regime. Ma con il ritorno della democrazia, nel 1983, l’arte argentina è rimasta ostinatamente necessaria: complicando, ricordando, disturbando

Il poeta Attilio, il regista Bernardo, l’irrequieto Giuseppe: una famiglia accomunata dall’idea che l’arte non è mai un oggetto da contemplare, ma un ambiente in cui vivere.  Un volume Electa li racconta «dalla A alla Z» come in un montaggio cinematografico, mentre a Parma una mostra celebra i cinquant’anni del fluviale «Novecento»

Nel film in uscita il 12 marzo sulla vita, e l’ossessione, della matematica e archeologa Maria Reiche, il regista Damien Dorsaz non spettacolarizza il mistero: i geoglifi incisi nel deserto peruviano si mostrano come un paesaggio mentale prima che geografico, un codice pensato per essere visto da lontano, forse dal futuro 

 

Articoli precedenti

Nel film «E.1027» di Beatrice Minger e Christoph Schaub, in uscita il 12 marzo, la dimora sul mare della Costa Azzurra progettata dall’architetta, designer e artista  irlandese alla fine degli anni Venti è la sintesi più compiuta del suo pensiero: un ambiente fluido, calibrato sul corpo umano, che interroga il presente

Nel film in uscita il 5 marzo, narrando la nascita di «All’ultimo respiro» di Godard, il regista statunitense ci ricorda che la storia dell’arte non è fatta solo di opere compiute, ma di attimi in cui qualcuno decide di provare. Lontano dalla retorica del genio inevitabile, il mito del «first time» resta uno dei più potenti dispositivi narrativi del nostro tempo

L’Albertina Modern svela le sue collezioni dedicate agli scatti che spaziano dai balletti degli anni Sessanta dell’Ottocento alle sperimentazioni radicali degli anni Venti e Trenta del ’900

La Galleria Civica illustra un decennio che ha coinciso con una fase di ridefinizione profonda del rapporto tra immagine, oggetto e spazio

Al Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum oltre 300 pezzi tra dispositivi tecnologici, grafiche iconiche e ambienti immersivi raccontano come il suono sia diventato visibile, portatile e condivisibile

In attesa della futura sede permanente, Giorgio Pace, cofondatore della fiera itinerante Nomad, ha inaugurato nell’ex Hotel Eden la nuova piattaforma che unisce mostre, performance, design e gioielleria contemporanea

Al Design Museum di Copenaghen l’installazione di Cecilie Waagner Falkenstrøm è una sorta di seduta di terapia ed esperimento di fantascienza gentile tra umano e oggetto

A Fotografiska Berlin gli scatti di uno dei fotoreporter più influenti del nostro tempo

Mostra altri