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Nel decennale della scomparsa e a novant'anni dalla nascita, CUBO Unipol dedica una vasta retrospettiva a Giuseppe Spagnulo. Tra grandi sculture, opere su carta, materiali d'archivio e fotografie inedite, la mostra propone una rilettura dell'artista attraverso il concetto di "pensiero formante", mettendo in luce una ricerca che ha trasformato ferro, terracotta e gesto plastico in una riflessione sulla condizione umana, sul paesaggio e sul rapporto tra materia e forma.

La galleria apre il nuovo calendario espositivo con un programma che coinvolge le sedi di São Paulo, Bruxelles, Parigi e New York. Al centro sei mostre personali di artisti rappresentati e invitati, accomunate da una rinnovata attenzione alla pittura come strumento di indagine sul paesaggio, la memoria, il corpo e l'identità.

Nel centenario della nascita, Osart Gallery dedica una mostra agli anni fondativi della ricerca di Vincenzo Agnetti. Attraverso Principia, la Macchina drogata, i Permutabili e altri lavori tra il 1967 e il 1968, l'esposizione ricostruisce il momento in cui l'artista trasforma parola, scrittura e logica nei materiali di una delle esperienze più radicali dell'arte concettuale italiana. Dal 17 settembre al 13 novembre

Bozar dedica una grande retrospettiva a William Kentridge, ripercorrendo oltre quarant'anni di ricerca tra disegno, cinema d'animazione, teatro, opera e installazione. Più che una mostra antologica, I am not me, the horse is not mine restituisce la natura interdisciplinare della pratica dell'artista sudafricano, nella quale politica, memoria e immaginazione convivono come strumenti per interrogare la storia contemporanea

Palazzo Reale dedica una grande mostra alla famiglia Brueghel, ricostruendo l'evoluzione di una delle più influenti dinastie della pittura europea. Dal realismo visionario di Pieter Bruegel il Vecchio alle invenzioni di Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio, l'esposizione racconta come una stessa eredità abbia generato linguaggi diversi, contribuendo alla nascita della modernità figurativa tra Cinquecento e Seicento.

Prima della celebre, e tragica, performance del 2008, c’era una ricerca costruita negli anni attraverso immagini, simboli e azioni sul rapporto tra corpo e relazione. La mostra «Pippa Bacca: dal mito al viaggio» restituisce la complessità del lavoro dell’artista milanese, dai ritagli ispirati al mito alle riflessioni sulla cura e sull’incontro, fino al viaggio verso Gerusalemme diventato il gesto più estremo di una poetica fondata «sull’apertura al mondo». Un percorso che permette di guardare oltre la tragedia e riscoprire una figura capace di trasformare la fiducia negli altri in una pratica artistica

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Fondazione ICA Milano inaugura la stagione autunnale con due prime personali in un'istituzione italiana: Éric Baudelaire e Leonardo Devito. Se il primo indaga il rapporto tra cinema, archivio e sperimentazione musicale attraverso la figura di Alvin Curran, il secondo affronta il passaggio dalla giovinezza all'età adulta con un nuovo ciclo di dipinti e bassorilievi. Due mostre che, pur muovendosi su linguaggi differenti, riflettono sul modo in cui immagini, relazioni e memoria costruiscono l'identità contemporanea.

La Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi dedica una mostra dossier ad Armando Spadini concentrandosi sugli anni decisivi della sua maturità, tra il 1917 e il 1922. Attraverso quindici opere provenienti da importanti musei e collezioni, l'esposizione propone una rilettura critica dell'artista, superando l'immagine tradizionale del pittore dell'intimità familiare per restituirlo come uno dei protagonisti del modernismo italiano del primo Novecento.

Duecento fotografie raccontano agli Scavi Scaligeri di Verona il percorso di Dorothea Lange, tra le più importanti protagoniste della fotografia del Novecento. Dalla Grande Depressione alle migrazioni interne, dalle disuguaglianze sociali all'internamento dei cittadini nippo-americani durante la Seconda guerra mondiale, la mostra ricostruisce il lavoro di un'autrice che trasformò la fotografia documentaria in uno strumento di conoscenza, responsabilità civile e memoria collettiva

A New York gli scatti di ventotto artiste raccontano delle soluzione tecniche e poetiche che, nel silenzio della critica, hanno innovato il linguaggio fotografico

Lo Spazio Murat proietta, fino al 30 agosto, 15 film documentari della coppia artistica, illustrandone la produzione cinematografica che indaga la relazione tra persone e spazio e che figura in molti musei internazionali, a partire dal Moma di New York

Poche settimane prima del clamoroso furto del 19 ottobre 2025, Louise Vo Tan aveva ottenuto il permesso di filmare alcuni dei gioielli della Corona francese nella Galerie d’Apollon del Louvre. Oggi quelle riprese, diventate una rara impronta visiva degli oggetti scomparsi, riemergono in «Keep It Close», installazione concepita per La Sirène di Belle-Île-en-Mer, un’antica sirena da nebbia affacciata su un mare di naufragi. Attraverso un dispositivo ispirato al «Pepper’s Ghost», l’artista trasforma il patrimonio perduto in una presenza spettrale e interroga il rapporto tra originale, immagine, memoria e desiderio.

Il 19 settembre inaugurano sotto la sovrintendenza di Roos Gortzak quattro mostre che affrontano le questioni urgenti del nostro tempo con lo sguardo resco dei giovani talenti dell'arte contemporanea, un progetto ideato nello spirito della collaborazione

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