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MOSTRE
Una grande mostra ripercorre la trasformazione della figura del samurai, da élite militare del Giappone medievale a costruzione culturale globale. Tra storia, ideologia e industria culturale, emerge il processo che ha convertito i bushi in icona contemporanea tra moda, cinema e videogiochi. Fino al 4 maggio
Alla Tate Britain, la prima ampia retrospettiva di Hurvin Anderson riunisce oltre ottanta dipinti che attraversano la sua ricerca tra Regno Unito e Caraibi. Un lavoro che interroga identità, memoria e rappresentazione dentro le dinamiche della diaspora contemporanea. Fino al 23 agosto
Alla Serpentine Gallery, David Hockney presenta per la prima volta a Londra A Year in Normandy, fregio di novanta metri che traduce il tempo naturale in pittura. Una mostra che riafferma la centralità dello sguardo in un contesto visivo dominato dalla velocità.
La retrospettiva su Klee al Jewish Museum apre senza Angelus Novus, bloccato al Israel Museum a causa della guerra. L’assenza del foglio, centrale nella lettura di Walter Benjamin, trasforma la mostra in un caso esemplare delle fragilità del sistema globale dei prestiti.
Al Musée de l'Orangerie una retrospettiva su Henri Rousseau ricostruisce la sua traiettoria oltre il mito dell’autodidatta. Al centro, il ruolo di mercanti e collezionisti – da Paul Guillaume ad Albert Barnes – nella costruzione di un artista pienamente inserito nel nascente sistema dell’arte moderna.
Una mostra dedicata a Pierre-Auguste Renoir rilegge gli anni centrali della sua produzione (1865–1885) attraverso il tema dell’amore. Al di là della superficie luminosa, emerge una costruzione complessa delle relazioni moderne, tra spazio pubblico, desiderio e nuove dinamiche sociali. Fino al 19 luglio, al Museo d'Orsay
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A Saluzzo torna dal 10 aprile al 18 giugno l’appuntamento che trasforma il patrimonio culturale in occasione di confronto e sperimentazione
Fino al 30 aprile la personale di Giorgio di Noto alla Galleria Eugenia Delfini che trasforma archivi e materiali fotografici in spazi di tensione visiva, dove segni e cancellature diventano strumenti di rivelazione e reinterpretazione del passato.
Al museo francese la prima mostra che, oltre a rari disegni e più della metà dell’opera grafica, riunisce sei dei sette dipinti noti di uno dei più importanti artisti del tardo Medioevo. Fu ammirato da Dürer, che poi ne offuscò il successo
Curato da Roberto Galimberti con Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, il percorso è cucito sugli spazi della Fondazione Cosso
L’artista torinese ha anche composto una filastrocca che dà ritmo e senso all’installazione, un grande unico disegno su una tela di 1.500 metri che si impenna verso l’abside
Per il suo progetto ai Giardini l’artista uruguaiana si è ispirata all’accezione di «antifragile» dell’economista Nassim Taleb per descrivere sistemi che si rafforzano quando sono esposti al disordine e all’incertezza
Oltre 250 opere dall’VIII secolo ai nostri giorni, con importanti prestiti internazionali, seguono la progressiva trasformazione nei secoli del mito della Sirena, indissolubilmente legato alla città vesuviana
A Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri, è aperta una esposizione con rari disegni e testimonianze sulla figura talentuosa e incompresa, ora illuminata da un volume a lui dedicato


















